Secondo la deliberazione 46/2026/G della Corte dei Conti, il cronoprogramma del Pnrr per la medicina territoriale mostra una velocità incoraggiante sul fronte delle opere murarie. I magistrati contabili confermano che l’Italia è in linea con le scadenze europee per quanto riguarda la realizzazione delle Case di Comunità (Cdc): i cantieri sono stati avviati capillarmente, con l'obiettivo di superare la soglia delle mille strutture entro il termine del piano.
Tuttavia, l'esame a campione condotto dai magistrati mette in luce una criticità di sistema: se da un lato i "mattoni" procedono spediti, dall'altro l'ossatura tecnologica del Ssn presenta preoccupanti zone d'ombra.
Il gap tecnologico e la scommessa digitale. Il vero "punto di caduta" individuato dalla Corte riguarda la digitalizzazione degli ospedali e l'implementazione della telemedicina. Nonostante le ingenti risorse, persistono ritardi significativi nell'adozione di standard comuni e nell'interoperabilità dei dati. Secondo la Corte, questo sfasamento temporale tra la consegna delle strutture fisiche e la disponibilità di strumenti digitali avanzati rischia di compromettere uno dei pilastri della riforma: il monitoraggio da remoto e la continuità delle cure tra ospedale e territorio.
Per i Mmg, questo significa il rischio concreto di trovarsi a operare in presidi moderni ma privi di quel dialogo informatico fluido con le aziende ospedaliere, rendendo difficile la gestione integrata dei pazienti cronici e fragili.
La gestione della spesa e il nodo ReGiS Un altro aspetto sollevato dalla magistratura contabile riguarda la rendicontazione dei flussi finanziari. La Corte ha rilevato una certa disomogeneità nel caricamento dei dati sulla piattaforma ReGiS da parte dei soggetti attuatori locali. Questa "nebbia contabile" non solo rende difficile il monitoraggio in tempo reale, ma espone il sistema a potenziali ritardi nell'erogazione delle tranche successive di finanziamento.
Conclusioni Il monito della Corte dei conti è chiaro: per evitare che le Case di comunità diventino scatole vuote, è necessario accelerare sulla digitalizzazione e sul reclutamento del personale. La sfida per il Ssn, dunque, si sposta dal cantiere edile al terminale informatico. Senza una decisa inversione di tendenza sulla componente tecnologica, la nuova architettura territoriale rimarrà priva del sistema nervoso necessario per funzionare davvero.