Si è tenuto nei giorni scorsi presso il Parlamento europeo a Bruxelles il convegno dal titolo “Navigating the Future of Pharmaceutical Regulation & Competitiveness in Europe”. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra rappresentanti istituzionali e leader dell’industria farmaceutica, con l’obiettivo di delineare le strategie necessarie per rendere l’Unione europea un polo sempre più competitivo, resiliente e tecnologicamente avanzato.
Ad aprire una riflessione profonda sulle sfide operative del settore è statol’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Michele Picaro, il quale ha sottolineato come l’Europa debba recuperare competitività, vedendo nell’Italia un potenziale modello di eccellenza. Picaro ha posto l'accento sulle criticità vissute dai pazienti: "L'accesso al farmaco in alccasi supera i 600 giorni e non è più ammissibile", ha dichiarato, denunciando anche le disparità territoriali nell'accesso alle cure. La visione dell'eurodeputato si articola su pilastri strategici precisi: il raggiungimento di un’autonomia strategica tramite la rilocalizzazione della produzione in Europa per ridurre la dipendenza da paesi terzi, il sostegno alla competitività industriale nel settore biotech e la valorizzazione della rete delle farmacie territoriali come presidi sanitari fondamentali.
Così Stefanos Tsamousis, General Manager per l’Italia di Roche, evidenziando le pesanti barriere burocratiche che rallentano l'immissione di nuove soluzioni terapeutiche sul mercato. "Un’azienda come la nostra, per introdurre un’innovazione, deve affrontare, solo in Italia, almeno 500 processi differenti", ha spiegato, mettendo in guardia sulla necessità di snellire tali percorsi. Secondo il manager, in un'epoca segnata dall'avvento dell'intelligenza artificiale e dalla crescita di competitor globali aggressivi come l’Arabia Saudita o la Cina, l’Europa deve trovare rapidamente modalità più agili per innovare e restare al passo con i cambiamenti internazionali.