“Il mancato rispetto da parte delle Regioni e delle Aziende Sanitarie del Decreto Legge n.198 dal 29 dicembre, ad oggi – tiene a precisare - ha già causato la perdita di altre centinaia di medici che avrebbero potuto ridurre la grave carenza dei medici di medicina generale. Neppure il Governo e tanto meno il Ministero della Salute sono intervenuti a richiamare le Regioni e le Aziende all’applicazione della normativa voluta dallo stesso Governo. Questi sono gli effetti disastrosi dell’autonomia concessa in materia sanitaria alle Regioni: fanno quello che vogliono!”.
“I medici ultra 70enni - si chiede Falsetti - che hanno dato la loro disponibilità, perché non hanno potuto godere degli effetti del decreto restando in servizio e garantendo le cure ai propri assistiti? Questi medici non hanno avuto indicazioni istituzionali se non quella, giuridicamente sbagliata, che si sarebbe dovuto attendere la conversione in legge del decreto nonostante sia noto a tutti che i decreti legge entrano in vigore dal giorno della loro pubblicazione (in questo caso il 29 dicembre 2022). Temo che non sarà certo facile il richiamo in servizio di quei Mmg che avendo compiuto i 70 anni dopo il 29 dicembre 2022 sono dovuti andare in pensione. Non avrebbe comportato nessun problema particolare il mandare in pensione in ritardo di due mesi i medici di famiglia rimasti in servizio in caso di non conversione in legge del decreto”.
“Come al solito - conclude il presidente Umi - non si capisce se queste gravi inadempienze sono il frutto del caos politico-amministrativo che regna sovrano nel nostro povero Paese o siano una precisa volontà politica di dare un altro colpo al Ssn pubblico territoriale nonostante le dichiarazioni, sempre meno credibili, del Ministro della Salute sulla rivalutazione economica del personale sanitari”.