Durante il convegno, Gerardo Medea, Responsabile Nazionale della Ricerca Simg ha sottolineanto l'urgenza di consentire ai medici di famiglia di poter utilizzare e prescrivere tutte le risorse terapeutiche disponibili per la buona cura del diabete.
"Il Piano Nazionale per la Malattia Diabetica - ha precisato Medea - prevede la presa in carico prevalente da parte dei Mmg dei soggetti con malattia stabile e senza complicanze evolutive. Inoltre, i pazienti diabetici allettati in modo permanente o non autosufficienti e con gradi avanzati di disabilità, spesso con pluripatologie, sono necessariamente seguiti a domicilio solo dal loro Mmg, ma il suo compito è reso assai complicato non soltanto dai carichi di lavoro, dalla complessità della patologia e dai rapidi mutamenti delle conoscenze scientifiche, ma anche dal fatto che per alcuni dei numerosi farmaci ipoglicemizzanti ad oggi disponibili la prescrizione è condizionata dalla compilazione del piano terapeutico da parte dei diabetologi, nonostante il loro ottimo profilo di sicurezza e la dimostrata protezione cardiorenale sostenuta da solide evidenze scientifiche".
"Proprio la prima linea di difesa territoriale contro le temibili complicanze del diabete si trova a combattere con armi scarse ed inadeguate. Una situazione insostenibile in questo periodo in cui alcune malattie croniche costituiscono un potente fattore di rischio per Covid-19. È allora necessario che sia immediatamente consentito anche ai medici di famiglia di poter utilizzare e prescrivere tutte le risorse terapeutiche disponibili per la buona cura del diabete, oggi ancor più rilevanti in quanto fortemente protettive contro Covid-19”, concluso il Responsabile Nazionale della Ricerca Simg.
Sul ruolo strategico dei Mmg nella gestione dei pazienti diabetici è intervenuto anche Stefano Nervo, Presidente Diabete Italia.
"La cura del diabete - ha spiegato - ha assoluto bisogno di un coordinamento assai efficiente tra ospedali e territorio. Dobbiamo migliorare l’aderenza alle terapie dei pazienti e contrastare l’inerzia terapeutica, utilizzando a pieno regime ogni farmaco e dispositivo ad oggi a disposizione. Per farlo abbiamo bisogno della professionalità dei medici di medicina generale che devono essere messi nelle condizioni di operare al meglio, con gli strumenti più opportuni per la gestione del paziente diabetico, malato cronico. Non vogliamo medici eroi o pazienti privilegiati, non vogliamo discriminazioni o differenze tra una regione o l’altra: vogliamo un sistema equo che garantisca la massima qualità e le migliori prestazioni a tutti i diabetici nell’intero territorio nazionale”.