“L'ennesimo stop nell'assegnazione delle carenze di medicina generale per l'anno 2020 - ha dichiarato Pinetta Vessichelli, Segreteria Regionale, Fismu Campania - peraltro sempre in perenne ritardo sui tempi, è la testimonianza costante dell'improvvisazione gestionale della regione Campania per le zone carenti, e rappresenta un ulteriore schiaffo ai pazienti e ai cittadini ancora in attesa di assistenza medica di base. Le continue chiacchiere sull'efficienza dei servizi sanitari cozzano gravemente contro le reali attività di servizio dedicate al territorio”.
“Migliaia di persone sono in attesa da tempo di medici di famiglia e la regione continua a perdere tempo - conclude Vessichelli - ma la pazienza ha un limite e la salute va salvaguardata, basta come le parole e gli annunci non seguiti da fatti concreti. Invitiamo, pertanto, la Regione Campania a verificare chi ha sbagliato le modalità nelle assegnazioni e a prendere i dovuti e consequenziali provvedimenti nei confronti dei dirigenti che hanno lasciato i cittadini senza assistenza, ma soprattutto a rimediare - in brevissimo tempo - senza ulteriore scuse”.
"Rivendichiamo una svolta per rafforzare la medicina generale e quella territoriale, contro il perdurare del lassismo della Regione Campania. Si approvino definitivamente le graduatorie per l’assegnazione delle carenze di Assistenza Primaria e Continuità Assistenziale 2020!" conclude De Lucia.
Allarmi inascoltati
"Allo stato attuale sono 160mila i campani sprovvisti di un Mmg - spiega Luigi Sparano, responsabile provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale - Di questi, circa 80mila stanno ricevendo un qualche assistenza grazie agli incarichi temporanei, ma l'altra metà non è seguita da nessuno". Non è quindi un caso che le Asl stanno ricorrendo ad incarichi provvisori di sei mesi. Questi non si aggiungono al computo dei circa 500 in servizio, bensì sono già compresi nel numero. Una contraddizione in termini, visto che quello tra utente e medico di famiglia dovrebbe essere un rapporto di fiducia costruito negli anni. A questa situazione si è giunti perché nessuno ha ascoltato gli allarmi lanciati in questi anni: "Sapevamo da tempo che il periodo in cui sarebbe stato necessario un ricambio generazionale sarebbe stato tra il 2020 e il 2024. Molti colleghi, in questo range, sono andati in pensione. Purtroppo, nessuno ci ha ascoltati. La pandemia ha accentuato la difficoltà perché alcuni sono deceduti, altri hanno deciso di andare in pensione prima del previsto. Il numero dei Mmg calerà ancora fino al 2024. Bisogna restituire dignità all'ufficio preposto alle assegnazioni e accelerare l'iter. Non è possibile che possano passare mesi o anni per sostituire un medico andato in pensione o deceduto. Il sistema sanitario si basa su questo".