“La maggior parte della forza lavoro che fornisce i servizi essenziali alla cura delle persone - sottolinea Calamai - è costituita da donne. In Europa rappresentano il 76% del personale sanitario. Le donne sono una risorsa sociale ed economica e, se non verrà ridotto in modo drastico il gender gap e il divario salariale tra uomini e donne che ancora sussiste a parità di lavoro, non sarà possibile l’auspicata ripresa: anche per questo l’eguaglianza di genere deve diventare una priorità nell’agenda della politica. Tra i 17 obiettivi dell’Agenda 2030, al numero 5 c’è previsto proprio quello di colmare il gender gap per permettere anche un’accessibilità ai servizi socio-sanitari più equa e giusta. E’ fondamentale sottolineare l’unicità, competenza e professionalità della componente femminile come evidenziato dai risultati accademici, per contro si registra l’arretratezza dell’Italia su questo tema rispetto ad altri paesi europei”.