Una buona notizia per i cittadini: dopo anni di attesa e di rimpalli fra Stato e Regioni, si è arrivati ad un accordo importante per l'entrata in vigore del Decreto Tariffe e di conseguenza dei livelli essenziali di assistenza emanati dal 2017. L'Intesa in Conferenza Stato-Regioni sdogana oltre 3mila tra nuove e vecchie prestazioni, per un impatto complessivo che sfiora i 550 milioni, di cui la stragrande maggioranza a favore della specialistica ambulatoriale con 502,3 milioni e una minore quota per la protesica cui vanno 47,6 milioni. Tra le prestazioni per l’assistenza protesica, figurano poi ausili informatici e di comunicazione (inclusi i comunicatori oculari e le tastiere adattate per persone con gravissime disabilità); apparecchi acustici a tecnologia digitale; attrezzature domotiche e sensori di comando e controllo per ambienti; arti artificiali a tecnologia avanzata e sistemi di riconoscimento vocale e di puntamento con lo sguardo. L’adozione del nuovo nomenclatore tariffario sblocca l’aggiornamento dei Lea contenuto in un Dm e un Dpcm, già predisposti dal ministero. "Un passo che abbiamo a lungo sollecitato, con azioni di ogni tipo, da ultimo l'esposto inviato alcuni giorni fa alle Procure regionali della Corte dei Conti per chiedere trasparenza sull'utilizzo da parte delle Regioni dei fondi ricevuti al fine di erogare le prestazioni sanitarie contemplate dai Lea, e che di fatto sono stati utilizzati in gran parte per altro. Ora è il momento della soddisfazione e ci auguriamo che le istituzioni continuino ad operare in quest'ottica di patto di corresponsabilità che da sempre chiediamo. Ci riserviamo di leggere con attenzione lo stesso Decreto, per evidenziare eventuali criticità o elementi da chiarire e continueremo a vigilare attentamente perché il diritto alla salute dei cittadini sia davvero garantito in ugual modo e misura su tutto il territorio nazionale e affinché i Lea vengano aggiornati quanto prima", ha dichiarato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.