Una vasta comunità di specialisti è tornata dopo dieci anni a Bergamo per aggiornare le Linee Guida sulle infezioni che colpiscono il fegato. Le complicanze infettive rappresentano attualmente uno dei principali determinanti di morbilità e mortalità nei pazienti affetti da epatopatia cronica in stadio avanzato e nei riceventi di trapianto d'organo. In questi soggetti, l'infezione non deve essere interpretata come un evento intercorrente isolato, ma come una noxa patogena centrale nella progressione della malattia verso la disfunzione multiorgano.
La professoressa Vincenza Calvaruso, Professore Associato di Gastroenterologia dell’Università di Palermo, evidenzia la criticità del fenomeno: "Le infezioni non sono un evento accessorio nella storia della malattia epatica avanzata, ma spesso ne determinano l’evoluzione. Una gestione strutturata e condivisa può incidere in modo significativo sulla sopravvivenza e sulla qualità di vita dei pazienti. La prevenzione, la diagnosi precoce e la scelta tempestiva della terapia rappresentano quindi elementi cruciali del percorso di cura. Le raccomandazioni di società scientifiche accreditate permettono di avere un punto di riferimento chiaro sulle scelte diagnostiche e terapeutiche che ogni clinico si trova ogni giorno a dover gestire".
Immunosoppressione, microbiota e farmacoresistenza
Il quadro clinico dei pazienti cirrotici è caratterizzato da una severa compromissione delle difese immunitarie, che incrementa la suscettibilità a batteriemie, infezioni polmonari, urinarie e micosi invasive, spesso sostenute da patogeni multi-resistenti (Mdr). Nei pazienti trapiantati, tale rischio è ulteriormente esacerbato dai regimi di immunosoppressione necessari per la profilassi del rigetto.
Il professor Stefano Fagiuoli, Professore Ordinario di Gastroenterologia all’Università Statale di Milano e Direttore Dipartimento Area Medica dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, analizza le strategie di intervento: "Nei pazienti con malattia cirrotica avanzata la prevalenza di infezioni è significativamente aumentata a causa di difese immunitarie compromesse, con infezioni batteriche (polmonari, urinarie, batteriemie) e fungine molto più frequenti, spesso causate da patogeni resistenti agli antibiotici. Allo stesso modo, nei riceventi di trapianto di fegato, a causa dell’immunosoppressione ricevuta per proteggere il nuovo fegato, il rischio infettivologico è grandemente aumentato. Serve, dunque, porre una grande attenzione dal punto di vista della sorveglianza e della diagnosi precoce in tali ambiti. Considerando la crescente emergenza di antibiotico-resistenza, è fondamentale l’appropriatezza nella scelta della terapia antibiotica: non solo in caso di trattamenti empirici, ma in particolare nella gestione dei dosaggi e delle durate delle terapie, adottando quella che viene definita “stewardship antibiotica”, che consiste nello stretto monitoraggio delle terapie antibiotiche somministrate durante l’evento infettivo, con modifiche mirate e specifiche, volte a ridurre il problema della resistenza dei germi agli antibiotici".
Verso una Consensus multidisciplinare e Linee Guida integrate
La complessità della gestione del paziente epatopatico richiede un approccio integrato che coinvolga epatologi, infettivologi, chirurghi dei trapianti, rianimatori e microbiologi. La Consensus Conference di Bergamo, promossa da Aisf in collaborazione con Simit e Sito, mira a definire criteri uniformi di sorveglianza e modulazione terapeutica.
Il professor Giacomo Germani, Segretario Aisf, conclude definendo gli obiettivi programmatici: "Con questa Consensus Conference la nostra società scientifica ribadisce il proprio impegno nel promuovere percorsi di cura basati sulle migliori evidenze disponibili e su un confronto reale tra discipline. Il lavoro svolto a Bergamo rappresenta un passaggio fondamentale verso la definizione di un documento di consenso che offrirà indicazioni condivise agli operatori sanitari, base per delle Linee Guida ufficiali volte a rendere più omogenea ed efficace la gestione delle infezioni nei pazienti con malattie epatiche avanzate e nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato. Con questo sforzo possiamo garantire una uniformità di criteri di sorveglianza, diagnostici e di modulazione della terapia. Gli obiettivi che potremo conseguire sono una riduzione dei rischi di resistenze, l’ottimizzazione della gestione del paziente, una riduzione delle ospedalizzazioni e della morbilità con conseguente contenimento dei costi. Un passo avanti che guarda al futuro della medicina, nell’interesse dei pazienti e della collettività".
Intervista
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Walter Marrocco
Responsabile Scientifico Fimmg Componente Cse – Aifa