La chiusura delle Usca, l'impennata dei casi Covid e la circolare della Regione che autorizza le Ulss a far fronte a tale situazione utilizzando medici con incarichi di lavoro autonomo o con incarichi di collaborazione coordinata e continuativa e/o libero professionali, in aggiunta agli incarichi di continuità assistenziale hanno innescato una dura protesta dei sindacati dei Mmg. Smi si dice pronto a riattivare lo stato di agitazione, Fimmg lamenta il non coinvolgimento dei rappresentanti di categoria e dichiara di non essere più disponibile a rincorrere la Regione Veneto invocando ascolto, Snami giudica l'operato della Regione sconsiderato.
Liliana Lora, segretario regionale Smi si è detta infatti  pronta a riattivare lo stato di agitazione e scioperare ad oltranza affinché qualcuno ascolti le istanze dei medici. Motivo per cui  torna a rivolgersi ai vertici della sanità veneta, attraverso una missiva, per contestare la mancanza di programmazione, in particolare nelle cure territoriali e sollecitare interventi.
“Ancora una volta - precisa -  vorremmo stigmatizzare la completa assenza di programmazione a riguardo all’assistenza sanitaria territoriale per i cittadini veneti, siamo all’anno zero. La mancanza di programmazione si somma al continuo stato di emergenza, quando, oramai , è evidente che vi è bisogno di visione generale della sanità in Veneto per poter fronteggiare l’aumento dei contagi da Covid 19 e risolvere i problemi strutturali della sanità nella regione. La pandemia sta galoppando ma le Usca, che tanto sono state utili per curare i pazienti a casa, sono scadute il 30 giugno scorso e il loro rinnovo regionale è arrivato nello stesso giorno della scadenza, con malati già dimessi e mandati a casa. Le modalità d’ingaggio per le Usca sono, poi, molto discutibili, a partire dalla retribuzione che consiste in 30 euro all’ora, a fronte dei 40 euro prima previsti”. Infatti,  visto l’aggravarsi del quadro epidemiologico, la Regione è corsa ai ripari autorizzando i Dg delle Ulss a utilizzare i medici con incarichi di lavoro autonomo. Situazione che ha innescato la contestazione di tutti i i sindacati contestano della Medicina Generale
“Si chiede, adesso, ai medici di medicina generale, già oberati di incarichi più o meno di loro competenza di aggiungere ancora: numero pazienti; disponibilità ad effettuare tamponi; disponibilità ad effettuare vaccini, far parte delle Usca in modo improprio. A questa situazione, già a tinte fosche, si aggiunge un’interpretazione del tutto arbitraria della parte pubblica del nuovo Accordo Collettivo Nazionale, che risente anche del fatto che non sia stata avviata nemmeno la discussione dell’Accordo Integrativo Regionale per il quale avevamo chiesto il 20 giugno scorso la convocazione di Comitato Regionale”.
“Fino a quando, dunque, si abuserà della nostra pazienza? Dobbiamo riattivare lo stato di agitazione e scioperare ad oltranza affinché qualcuno ascolti le nostre istanze?” si chiede Lora.
Secondo Fimmg Veneto la Regione sapeva da tempo che il 30 giugno sarebbero cessati i contratti con i medici Usca e che, quindi, come è possibile trovarsi all’ultimo minuto conferendo ai medici incarichi di lavoro autonomo, con tutta una serie di tempistiche, senza mai interpellare le organizzazioni sindacali e pretendendo da noi medici di medicina generale di farsi carico, oltre che dell’attività quotidiana di assistenza e cura presso gli studi e presso il domicilio dei pazienti di tutte quelle attività delle Usca?  “La Fimmg Veneto – dichiara il segretario regionale Maurizio Scassola - non è più disponibile a rincorrere la Regione Veneto invocando ascolto! Vogliamo essere trattati come professionisti competenti e tutori degli interessi della nostra popolazione”.
Anche Snami Veneto critica l'operato della Regione sottolineando che non si sia assolutamente pensato e ragionato sulla cessazione delle Usca al 30 giugno 2022, probabilmente non ipotizzando un aumento dei casi tanto veloce e repentino nella stagione estiva. E il Presidente Snami Veneto, Salvatore Cauchi rincara la dose: “Se la lungimiranza consiste nella capacità di esaminare le cose in prospettiva ed è indicata anche come saggezza - tiene a precisare - in quanto il modo di elaborare le informazioni si distingue per la maturità dei ragionamenti, essa trova il suo opposto, come nel caso Veneto, nella sconsideratezza”.