EvdParte da Bari  la  manifestazione dei medici pugliesi, organizzata da Fimmg Puglia, che vede in piazza sindacati di categoria, Ordine dei Medici e cittadini. Una protesta che ha echi nazionali perché nel frattempo anche a Milano, nello stesso giorno, a piazza Duomo medici, operatori del settore, cittadini, personalità dei movimenti per la salute, della scienza, della cultura e dello spettacolo di rilievo nazionale ed europeo, tra cui Silvio Garattini, quale rappresentante dell'Istituto Mario Negri, si sono radunati per la "salvezza del Ssn pubblico" o meglio per la  sua ricostruzione.  “Anche il Mario Negri - spiegano Alessandro Nobili e Angelo Barbato - con l'adesione del Centro Studi di Politica e Programmazione Sanitaria, si schiera con forza a fianco di tutti coloro che si battono per il servizio sanitario nazionale pubblico, equo e universale, portando la testimonianza di chi sta mettendo energie e competenze a sostegno di progetti di ricerca che nascono e si sviluppano nel quadro della difesa del diritto alla salute e della promozione degli strumenti più efficaci per garantirlo".
Esattamente tre mesi e mezzo dopo la manifestazione organizzata a Roma dall’intersindacale della dirigenza medica e sanitaria “Uniti per la sanità”, i medici tornano in piazza per rivendicare il rispetto di quel diritto alla salute sempre più compromesso. Questa volta a indire la manifestazione sono i medici di medicina generale di Fimmg Puglia che hanno coinvolto, con una lettera aperta, anche i cittadini che esortano a difendere la propria salute, attraverso la difesa del proprio medico di famiglia e del Ssn. "Non ci bastano più le parole in difesa del Servizio Sanitario Nazionale - precisa la segreteria regionale di Fimmg Puglia - ma vogliamo fatti concreti. Vogliamo che la Regione si impegni a garantirci le risorse per assumere tanti giovani che servano per smaltire la burocrazia e gli infermieri per erogare tante prestazioni. Vogliamo un modello organizzativo che consenta al medico di fare bene la sua professione e di essere sempre più vicino ai bisogni dei suoi assistiti. Insomma, vogliamo che i nostri amministratori e governanti dicano a noi e soprattutto ai cittadini esattamente cosa vogliono".
“Per garantire il diritto alla salute del cittadino servono riforme che vadano incontro ai nuovi bisogni di salute ma tutelino lo spirito universalistico, equo e solidale del nostro Ssn” - dichiara Filippo Anelli, Presidente OMCeO di Bari e della FNOMCeO, che partecipa alla manifestazione insieme al vicepresidente FNOMCeO  Giovanni Leoni e al segretario generale della Federazione dei Medici Roberto Monaco.
Anche Fismu e la neocostituita Federazione Medici del Territorio (FMT) aderisce alla manifestazione unitaria dei medici pugliesi, per chiedere alla politica di "cambiare rotta, di ritirare le proposte contestate, e di dire chiaramente quali sono le politiche da mettere in campo per la medicina del territorio (ricordando che ci devono essere anche le risorse aggiuntive per 118, continuità assistenziale e medicina penitenziaria): per non lasciare nessun collega indietro”. Il sindacato sottolinea lo stato di grave disagio e preoccupazione dei medici dopo tre anni di pandemia che hanno visto tutta la categoria in prima linea, dimostrando anche la centralità della Medicina Generale nel contenere gli effetti devastanti del virus. Un periodo in cui i professionisti sono stati chiamati “eroi”, per poi essere “dimenticati” dalla Politica. Anna Lampugnani, segretaria Regionale di Fismu-Puglia tiene a sottolineare che “La ‘riconoscenza’ ha un sapore amaro in Puglia: nonostante il nostro impegno la Regione vuole penalizzare i medici sottraendo risorse a loro garantite dall’AIR (accordo integrativo regionale) del 2007, peraltro, destinate al personale (collaboratori di studio, infermieri) e necessarie per aiutare una professione sempre più burocratizzata. Dopo anni, il tentativo è quello di fare cassa chiedendo la restituzione retroattiva di indennità previste dal contratto e chiaramente già investite (necessarie per far funzionare gli ambulatori). Altro che riconoscimento del nostro duro lavoro: una beffa”.
“Vogliamo ribadire - continua Lampugnani - che le nozze non si fanno con i fichi secchi, che la Regione Puglia deve onorare un contratto ancora vigente, con tutte le indennità previste e che ci spettano, mentre deve reperire altri fondi adeguati per tutti i colleghi che si vogliono avvalere di collaboratori e di infermieri per sostenere il livello professionale degli ambulatori di medicina generale”. “Inoltre - spiega - non è più rinviabile una seria revisione delle regole prescrittive e burocratiche che rendono il nostro lavoro così farraginoso, sottraendo tempo prezioso alla pratica clinica”.
Anaao Assomed plaude all'iniziativa ed esorta alla creazione di un grande movimento unitario per riformare il Servizio sanitario nazionale. "I medici di famiglia scendono in piazza in una manifestazione organizzata da Fimmg Puglia e aperta alla partecipazione di tutti i cittadini per difendere la sanità pubblica e chiedere al Governo nazionale e regionale un impegno concreto che vada in questa direzione. Fimmg  lo fa - sottolinea l'Anaao Assomed -  com’è ovvio, puntando i riflettori sulle difficoltà della sanità territoriale, dalla carenza di medici fino all’eccessivo carico burocratico, che ruba tempo prezioso da dedicare ai pazienti. Si tratta, con lievi ma dovute differenze, degli stessi problemi che riscontriamo negli ospedali di tutta Italia, afflitti dalla stessa carenza di medici, che si tenta di rattoppare affidando i turni al far west delle cooperative non controllate né regolate da nessuno, e da infinite incombenze amministrative. Problemi denunciati con forza, insieme alle altre sigle sindacali, in piazza Ss. Apostoli lo scorso dicembre, e che saranno al centro di simili azioni di protesta in programma nei prossimi mesi".  
"I problemi sono comuni - precisa Anaao Assomed - e anche strettamente concatenati: se il territorio non funziona, non potrà funzionare l’ospedale, e viceversa. Le soluzioni, allora, dovrebbero essere altrettanto intrecciate, intervenendo contemporaneamente su territorio e ospedale con una riforma coraggiosa e complessiva di tutto il Servizio sanitario nazionale. Un obiettivo certamente ambizioso ma non più rinviabile, se è vero che politici e decisori hanno a cuore la tutela della salute dei cittadini. E sono proprio i cittadini che devono essere coinvolti in questa battaglia per la sanità pubblica, come giustamente sta facendo  Fimmg Puglia. Considerata la grave crisi del Ssn è questa l’unica (e l’ultima?) opzione a disposizione per cercare di cambiare davvero le cose. Creare un grande movimento che coinvolga i cittadini e tutti i lavoratori del settore, vittime parallele delle inefficienze della sanità pubblica, dovrebbe essere allora l’obiettivo di tutti, per cui l’Anaao Assomed  e la Federazione Cimo Fesmed, insieme agli altri sindacati di categoria, hanno già iniziato a lavorare.
Ma Bari sarà teatro anche della manifestazione organizzata, subito dopo quella della Fimmg, dalla Cgil Puglia a cui parteciperà anche il segretario generale della FNOMCeO Roberto Monaco.
“La Cgil Puglia è da anni impegnata in una vertenza regionale sulle politiche per la salute tesa a migliorare la risposta del pubblico alle esigenze di cura e assistenza dei cittadini, affrontando le emergenze legate alle liste d’attesa, alla strutturazione di una sanità territoriale in grado anche di alleggerire il carico di prima assistenza che oggi stressa i pronto soccorso, per meglio organizzare e integrare il ruolo dei medici di medicina generale nel sistema della salute, per implementare il personale medico e paramedico da anni sotto organico. - spiega Pino Gesmundo, Segretario generale Cgil Puglia - Oggi guardiamo con ancor maggiore preoccupazione a scelte del Governo che rischiano davvero di minare alle basi un diritto costituzionale qual è quello alla salute. Il non adeguato finanziamento del fondo sanitario nazionale, che andrebbe implementato per far fronte in primis all’aumento dei materiali e dei costi energetici che colpiscono in modo pesante le strutture sanitarie, addirittura un arretramento in termini di spesa se rapportata al Pil nel prossimo triennio, ci fanno dire che c’è un disegno di smantellamento del sistema sanitario nazionale contro il quale il sindacato si sta già mobilitando con iniziative per sensibilizzare cittadini e opinione pubblica, assieme a chi lavora nella sanità e non è messo nelle condizione di operare al meglio, con ricadute finali sull’utenza, sui cittadini. Per loro, con loro, saremo in piazza domani, con gli operatori sanitari, per dire che sulla salute occorre investire di più e meglio, che alle regioni del Mezzogiorno vanno garantiti standard di servizi pari a quelli delle regioni più avanzate, altro che autonomia differenziata. È una battaglia di tutti, perché la salute è un diritto e un bene comune”.
“Come Federazione degli Ordini dei medici  - dichiara Monaco -  rileviamo il grave disagio della professione e la crisi in cui versa il sistema sanitario, che mette a rischio il diritto alla salute del cittadino, riconosciuto dalla Costituzione saremo quindi accanto alle rappresentanze sindacali dei medici per difendere la Sanità pubblica e il patrimonio di valori che rappresenta per il nostro Paese. Chiediamo al Governo e alle Regioni di vincolare una parte delle risorse del fondo sanitario nazionale al sostegno dei professionisti. Aver investito 30 miliardi in 4 anni in sanità è sicuramente una nota positiva, ma se non si investono analoghe risorse sul personale si mette a rischio il Ssn”.

La protesta nel capoluogo lombardo. Non è uno scherzo d'aprile, ma una manifestazione con gente “in carne ed ossa” per la salvezza del Ssn pubblico quella che si è svolta il 1 aprile in Piazza del Duomo a Milano a cui hanno aderito un ampio fronte di forze politiche di opposizione in Regione, forze sindacali e tantissime associazioni.  “Sani come un pesce?”, questo lo slogan provocatorio per un evento nell’ambito della Giornata Europea contro la commercializzazione della salute (7 aprile). Non è casuale la scelta di Milano, che, da capitale delle eccellenze in sanità, è diventata simbolo drammatico della svendita della sanità pubblica a favore di quella privata,  della distruzione della medicina territoriale e delle disuguaglianze di accesso alle cure. “Il Servizio Sanitario Nazionale è un bene irrinunciabile, creato con la legge 833/78 in attuazione dell'art. 32 della Costituzione, che sancisce il diritto inalienabile alla salute per tutti i cittadini: non è tollerabile che la sanità diventi una sorta di mercato in cui le persone vengono trattate come clienti da accalappiare, esattamente come pesci all'amo, dentro un intreccio di reti fatto di mutue e assicurazioni, dove al centro non c'è l'interesse per la salute e la prevenzione, ma l'interesse per il profitto, e dove solo chi ha i soldi si può curare”, ha detto Marco Caldiroli, tra gli animatori del sito Curiamo la Lombardia e presidente nazionale di Medicina Democratica, promotore dell'evento insieme a Campagna Dico 32, Forum per il Diritto alla Salute, con media partner Radio Popolare.
“Rischiamo di arrivare a un punto di non ritorno- ha sottolineato Vittorio Agnoletto responsabile scientifico dell’Osservatorio Salute e conduttore di “37e2” la trasmissione sulla salute di Radio Popolare - se non vengono affrontati con misure urgenti alcune nodi cruciali: in Italia mancano circa 30/40.000 medici e circa 100.000 infermieri, mentre non si arresta la fuga di medici e infermieri in Europa, 180.000 in 20 anni, dove lavorano in condizioni migliori e meglio pagati. Siamo passati da 500.000 posti letto nel 1981 agli attuali, poco più di 200.000. Un disastro frutto di scelte ben precise, pagato a caro prezzo dai cittadini, che non può essere certo risolto con i medici a gettone, un costo insostenibile per un servizio inadeguato e intermittente, e che vanno reinseriti nel Ssn con canali appositi. Occorre, e subito, un nuovo patto per la salute per un Servizio Sanitario pubblico, basato sulla prevenzione,  accessibile a tutti, in grado di eseguire visite, esami e interventi chirurgici, secondo i tempi delle prescrizioni mediche”.
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(A.S.)