La recente sentenza n. 394/2026, emessa dalla Corte d'appello di Milano il 31 marzo 2026, segna una svolta significativa per i Mmg. I giudici hanno accolto parzialmente il ricorso presentato da Gianluigi Bianco, Rocco Maria Imerti e Alessandra Lotterio (patrocinati dall'avvocato Salvatore Orlando) contro l'Asst Rhodense, accertando il diritto a percepire l'indennità per la funzione informativo-informatica.
Il dispositivo della sentenza stabilisce il versamento di una quota mensile pari a 77,47 euro per ciascun ricorrente, quantificando gli arretrati in 1.316,99 euro per il periodo compreso tra gennaio 2023 e maggio 2024, oltre alla maggior somma tra rivalutazione monetaria e interessi legali.
La decisione dei giudici fa piena luce su una voce contrattuale che era stata inspiegabilmente sospesa all'inizio del 2023. La controparte pubblica aveva infatti adottato la tesi, definita priva di fondamento contrattuale, secondo cui tale indennità fosse già ricompresa all'interno della quota delle Faa.
Le prospettive e le implicazioni della sentenza. Il pronunciamento della Corte d'appello di Milano apre scenari di grande rilevanza per l'intera categoria dei medici di assistenza primaria e per il Ssn. Tra i punti chiave e le prospettive future:
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Riconoscimento di un diritto autonomo: Viene sancito che l'indennità informatica è una voce contrattuale distinta e dovuta, non assorbibile nella quota delle Faa, come previsto dagli accordi collettivi nazionali.
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Applicazione su scala regionale: La sentenza impone la regolarizzazione della posizione anche per tutti gli altri colleghi, obbligando la controparte pubblica a erogare gli arretrati a partire dal gennaio 2023.
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Riapertura del dialogo istituzionale: Lo Smi, attraverso la voce del segretario regionale della Lombardia Rocco Maria Imerti, ha chiesto la convocazione urgente del comitato regionale per la medicina generale e di tutti i comitati aziendali presso le rispettive Asst per sanare l'anomalia in modo definitivo.
Come dichiarato dal sindacato, l'obiettivo non è solo tutelare i professionisti dal punto di vista economico, ma anche difendere il ruolo dei Mmg all'interno della sanità territoriale e garantire la qualità dell'assistenza ai cittadini. "Le sentenze, oltre a fare giustizia, obbligano la controparte pubblica a indennizzare immediatamente i ricorrenti e a sanare l'anomalia per tutti i colleghi", afferma Rocco Maria Imerti.