EvdLa lunga attesa è finita, i sindacati dei Mmg, tranne FpCgil e Snami, hanno firmato l'ACN  2019-2021. Un accordo che non contempla le novità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, perché attinge a fondi relativi a periodi antecedenti, ma come ha tenuto a sottolineare l’assessore al Bilancio della Lombardia Marco Alparone, presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità, pone le basi per il prossimo atto di indirizzo che darà la possibilità di integrare la medicina generale con quanto previsto dal Pnrr.
L'accordo infatti mette un punto fermo su alcune questioni dirimenti: aumento quota capitaria e variabile, ruolo unico, centralità delle AFT e UCCP nella presa in carico dei pazienti, maggiori tutele in relazione alla genitorialità e alla femminilizzazione della professione. I sindacati di categoria firmatari, si dichiarano soddisfatti soprattutto per il dialogo intercorso con la Sisac.
Con l'applicazione del ruolo unico tutti i medici dell'Assitenza Prrimaria saranno inseriti in un'unica AFT o UCCP nella zona in cui operano. Rientrano nel ruolo unico (si veda il PS) medici di MG, di CA, della medicina dei servizi, dell'Emergenza Sanitaria e penitenziaria; il ruolo unico era già stato introdotto con il precedente ACN (2016-2018) ma il nuovo accordo ne precisa gli aspetti pratici, le compatibilità e la modulazione normativa tra l'assistenza a ciclo di scelta e quella ad attività oraria. Per tutte le categorie professionali è previsto un certo numero di ore di lavoro da svolgere presso una struttura pubblica (debito orario) come il Distretto Sanitario, Casa od Ospedale di Comunità, sede di Continuità assistenziale etc.. Per i medici con doppio incarico il debito orario varia in funzione del numero di assistiti in carico come riporta l'articolo 38, a partire dal tetto di 38 ore per il medico di CA con 400 assistiti fino alle 6 ore per il Mmg con 1200-1500 scelte.
Il segretario generale della Fimmg Silvestro Scotti  evidenzia come l’attuazione del ruolo unico garantisca a ogni medico il tempo pieno, "nel rispetto dei diritti acquisiti per i medici già convenzionati".
Per quanto concerne gli adeguamenti economici tanto attesi  l'ACN siglato prevede un aumento del 3,78% tra quota capitaria e variabile. Gli incrementi sono quelli fissati dalle Finanziarie 2018-19-20. "Con l’Accordo recuperiamo buona parte del ritardo accumulato negli anni - sottolinea il segretario generale Fimmg - aggiornando i compensi al 2021 e recuperando 5 anni di arretrati, parliamo di più di 700 milioni, ovvero circa 15 mila euro per un medico massimalista, soldi accantonati negli anni dalle regioni e che non aumentano la spesa pubblica già prevista. Inoltre, per la prima volta sono state negoziate risorse nuove ovvero quelle stanziate per le certificazioni Inail e soprattutto l’importante incremento della quota oraria per le attività territoriali previste dal Pnrr".  
Per Scotti l'accordo risolve anche le contraddizioni sui modelli di autonomia di gestione."Gli studi medici - dichiara il segretario generale Fimmg - potranno anche ospitare gli specialisti per la presa in carico dei pazienti cronici. Inoltre sono definiti gli strumenti per consentire alle Regioni di assegnare sulla base di intese maggiori risorse per l’assistenza domiciliare programmata e integrata".
Pina Onotri, segretario generale Smi, tiene invece a sottolineare una particolare novità contemplata nell'accordo: le aperture su alcune tematiche legate a nuove tutele del lavoro, che, dichiara Onotri, "Finalmente rompono una blindatura che durava da tanti anni su questi temi". "Sono state accolte alcune importanti istanze  dichiara il segretario generale Smi - che rappresentano delle proprie e vere pietre miliari delle nostre rivendicazioni. Si tratta, innanzitutto, dell’istituzione di un Tavolo permanente, presso SISAC sui  tempi di conciliazione di vita /lavoro e delle pari opportunità. La malattia e  gli infortuni non sono  più considerati come sospensione dal servizio   ai fini  della valutazione dei punteggi delle graduatorie; questo per non penalizzare quei professionisti che non riescono, per la malattie o infortunio  a svolgere la propria attività. Abbiamo ottenuto, inoltre,  che sia riconosciuta  la modalità di vista in telemedicina per le aree disagiate e per le donne medico in gravidanza, con figli  fino a tre anni di età, che potranno così lavorare in smart working".
La chiusura della contrattazione del bienno 2019-2021 per il segretario nazionale della Federazione Medici Territoriali (Fmt) Francesco Esposito consente di chiudere un capitolo e fissare alcuni punti importanti per i medici, ma tiene a precisare che il testo "Non fa i  conti con il Pnrr e con le sfide e l’esperienze che abbiamo maturato in piena emergenza Covid, non ha alcuna attenzione alla globalità e centralità del territorio, a partire dal ruolo del 118, dell’emergenza-urgenza, della medicina dei servizi, e della continuità assistenziale".