EvdAlcune dichiarazioni del segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, e del presidente dell'Omceo di Bergamo, Guido Marinoni, hanno riportato l'attenzione su quello che sta diventando un problema esplosivo: la carenza dei medici di medicina generale e la scarsa attrattività professionale di questa Disciplina che esita nella sempre più scarsa partecipazione ai bandi per l'ammissione ai corsi di specializzazione in Medicina Generale. Una delle conseguenze di tutto ciò e che non solo molti cittadini sono senza medico di famiglia, ma anche che quest'ultimi devono fare i conti con un carico anomalo di pazienti da gestire. "Il Pnrr aveva portato a circa 2.000 le borse di studio annuali, ma questo dato, oltre a non coprire nemmeno lontanamente i circa 4.000 pensionamenti all'anno che abbiamo di fronte - ha precisato in un'intervista rilasciata da Silvestro Scotti alla stampa -  deve fare i conti anche con la mancanza di attrattività della professione. Il concorso ultimo è stato fatto meno di un mese fa, ed i numeri di dicono che oltre il 40% di queste borse rimane non coperto, ed in più si aggiunge una percentuale importante legata all'abbandono. Nell'ultima Legge finanziaria è stato previsto un aumento dell'importo per le borse di specializzazione soprattutto per quelle branche meno gettonate, come la medicina d'urgenza; nulla è stato però previsto rispetto alle borse del corso di formazione in MG. Un medico che si specializza in Medicina generale riceve circa 800 euro al mese, rispetto alla borsa di 1.200-1.600 euro al mese delle altre specializzazioni. Un importo che non consente di andare avanti in modo dignitoso".
"A oggi  - sottolinea Scotti - abbiamo in servizio un numero di medici di famiglia inferiore di circa 5-6mila unità rispetto a quello che era lo standard di 4-5 anni fa. Siamo passati da 43 a 37mila medici in attività, con un aumento del numero di pazienti per medico che ha spostato l’asse da 1.000, quello che noi riteniamo ottimale, a livelli che in qualche regione raggiungono anche il massimale. Siamo a punto di non ritorno. I numeri lo confermano: nei concorsi si evidenzia una perdita del 50 per cento delle borse di studio. Ne copriamo a stento 1.100-1.200 su un totale di 2.000. Poi c’è da considerare anche il tasso di abbandono o chi sceglie di cambiare percorso. Con questi numeri non riusciremo a coprire le uscite previste nei prossimi anni, quei 5.000 medici che andranno in pensione. C’è uno squilibrio che porterà la riduzione del numero di Mmg a livelli preoccupanti. Senza un deciso cambiamento entro due anni potrebbero esserci più di 15 milioni gli italiani senza medico di famiglia".
“I dati sulla demografia dei medici sono noti da molti anni e sia gli Ordini sia l’ente previdenziale dei medici (Enpam)  - ha dichiarato Guido Marinoni presidente Omceo di Bergamo - li denunciano da tempo. Per molto tempo è mancato l’ascolto e solo quando la carenza è stata conclamata, tardivamente, le istituzioni e la politica di sono accorti del problema".
A oggi abbiamo in servizio un numero di medici di famiglia inferiore di circa 5-6mila unità rispetto a quello che era lo standard di 4-5 anni fa. Siamo passati da 43 a 37mila medici in attività, con un aumento del numero di pazienti per medico che ha spostato l’asse da 1.000, quello che noi riteniamo ottimale, a livelli che in qualche regione raggiungono anche il massimale"

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Dramma Sanità: 15 Milioni di Italiani senza Medico di Famiglia: Intervista a Silvestro Scotti
https://www.today.it/attualita/carenza-medici-di-famiglia-intervista-Silvestro-Scotti.html
© Today
A oggi abbiamo in servizio un numero di medici di famiglia inferiore di circa 5-6mila unità rispetto a quello che era lo standard di 4-5 anni fa. Siamo passati da 43 a 37mila medici in attività, con un aumento del numero di pazienti per medico che ha spostato l’asse da 1.000, quello che noi riteniamo ottimale, a livelli che in qualche regione raggiungono anche il massimale"

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Dramma Sanità: 15 Milioni di Italiani senza Medico di Famiglia: Intervista a Silvestro Scotti
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Al Nord la carenza di Mmg è ormai cronica, ma potremmo affermare che è endemica e riguarda tutto il Paese da Nord a Sud.
Tornando alla provincia di Bergamo, per esempio, in media, ogni medico di medicina generale ha in capo 1.575 assistiti: è il quinto dato più alto tra le aziende sanitarie locali in cui è suddivisa l’Italia.
Per Marinoni, la medicina territoriale deve fare i conti con un carico anomalo di pazienti, legato al fatto che ci sono meno professionisti che vogliono esercitare la professione di Mmg per il sovraccarico di burocrazia inutile, i malfunzionamenti del sistema informatico e una retribuzione non particolarmente attrattiva. Inoltre, osserva il presidente dell'Omceo di Bergamo che la carenza anche in altri settori della Medicina come per esempio l'Emergenza Urgenza e la Geratria testimoniano che le specialità che fanno da 'front office' e che comportano maggiori carichi di lavoro e responsabilità, sono quelle più penalizzate. "Stiamo andando verso una medicina di sotto-specialità. Ma questo porta con sé il rischio che venga meno una visione complessiva del paziente nella sua presa in carico".