Napoli: pioggia di risarcimenti per i medici delle Aft
I giudici, confermando in appello l'orientamento già espresso in primo grado, hanno stabilito che i medici hanno diritto a ricevere gli emolumenti arretrati per cifre che oscillano, a seconda della posizione, tra gli 8.000 e i 20.000 euro pro capite.
La vicenda trae origine dal mancato recepimento operativo dell'accordo regionale del 2020. Nonostante la norma definisse chiaramente i compensi spettanti per l'attività organizzativa e clinica all'interno delle aggregazioni territoriali, l'Asl ha omesso i pagamenti per anni. Una condotta che ha spinto i professionisti a rivolgersi alla magistratura del lavoro per ottenere il riconoscimento di diritti contrattuali già normati.
Soddisfazione per l'esito giudiziario, ma forte preoccupazione per il futuro: è questa la posizione di Salvatore Caiazza, segretario aziendale del Sindacato medici italiani (Smi) presso l'Asl Napoli 2 Nord. "Auspichiamo di non dover ricorrere nuovamente al giudice del lavoro per ottenere altre indennità non corrisposte, come quelle relative agli screening, al Progetto Agire, alle Uvi o alla Svama", ha dichiarato Caiazza. Il segretario ha poi allargato lo sguardo all'intero panorama regionale: "Nelle altre Asl della Campania persistono pesanti criticità legate al nuovo Air. Se questi nodi non verranno risolti sui tavoli negoziali, il rischio è l'apertura di numerosi contenziosi davanti al Giudice del Lavoro per la violazione dei diritti dei medici di famiglia".
La sentenza della Napoli 2 Nord mette in luce un paradosso pericoloso: mentre il sistema chiede ai medici di medicina generale di farsi carico della cronicità e della prossimità, le amministrazioni faticano a garantire la certezza dei pagamenti per le prestazioni già erogate. Il rischio denunciato da Caiazza è concreto: senza stabilità economica e rispetto degli accordi, i progetti territoriali (screening e percorsi assistenziali complessi) rischiano di restare sulla carta, soffocati da una burocrazia che costringe i medici nelle aule di tribunale anziché negli ambulatori.