Ricetta elettronica: l'ostacolo del doppio login
Tecnicamente, il medico dovrà utilizzare un token: un sistema (che può essere un'App sullo smartphone o un dispositivo fisico) che genera una "One-Time Password" (Otp), ovvero una password segreta valida solo per pochi secondi. In pratica, per ogni sessione di lavoro, il professionista non dovrà solo inserire la sua password abituale, ma dovrà anche consultare il proprio telefono o un dispositivo esterno e copiare un codice numerico sempre diverso. Questo meccanismo, pur aumentando la protezione dei dati, introduce un passaggio materiale che rallenta il flusso delle attività in ambulatorio.
La sicurezza del dato e la norma
Questa novità non è una scelta discrezionale, ma discende direttamente dalle prescrizioni del Garante per la protezione dei dati personali in linea con il Gdpr europeo. La norma impone standard di sicurezza elevati per il trattamento dei dati sanitari sensibili, con l'obiettivo di blindare l'accesso al sistema ed evitare che l'identità digitale del medico possa essere violata. Tuttavia, se la tutela della privacy è il fine, il mezzo scelto rischia di scontrarsi con la realtà quotidiana degli ambulatori.
Il grido d'allarme dello Smi
Il Sindacato medici italiani (Smi) ha alzato la voce contro una misura che appare calata dall'alto senza considerare le dinamiche della medicina generale. Gian Massimo Gioria, responsabile nazionale dell'area convenzionata, ha espresso parole nette sulla situazione: "A pochi giorni dall'obbligo, gli studi dei medici di medicina generale rischiano di collassare".
Il punto più critico riguarda la continuità assistenziale. In un sistema già provato dalla carenza di organico, la gestione tecnica dei sostituti diventa un ostacolo quasi insormontabile. Abilitare un giovane collega che subentra per pochi giorni per ferie o malattia del titolare richiede procedure di configurazione che, con il doppio login, diventano estremamente farraginose, scoraggiando ulteriormente chi dovrebbe coprire i turni.
L'introduzione del codice di verifica rappresenta, di fatto, un nuovo adempimento burocratico che si somma a una mole di lavoro già critica. Per il Mmg, ogni secondo speso a gestire token o aspettare un Sms di conferma è tempo sottratto al rapporto diretto con il paziente. Il timore dello Smi è che questa "blindatura" digitale finisca per tradursi in un disservizio strutturale, appesantendo la giornata lavorativa e rendendo la professione sempre meno attrattiva per i nuovi medici.