La "clausola dei sei mesi": una scelta definitiva. Il cuore della riforma è il sistema a doppio canale: da un lato la convenzione riformata (canale ordinario), dall'altro la dipendenza selettiva (canale programmato e volontario per le funzioni ad alta intensità organizzativa).
La bozza introduce un vincolo temporale perentorio per gestire la transizione: una volta approvata la nuova convenzione, il medico in possesso dei requisiti dovrà optare entro sei mesi per il rapporto di dipendenza o per l'adesione al nuovo assetto convenzionale. Questa misura punta a stabilizzare il sistema, evitando la permanenza indefinita di assetti transitori.
La convenzione riformata: attività "strutturale" e non più "incentivata". Per chi resterà nel regime convenzionale, il cambiamento sarà profondo. L'attività nelle Case della comunità non sarà più considerata accessoria o incentivata, ma diventerà una componente strutturale del ruolo professionale. Viene introdotto il concetto di "debito organizzativo minimo", che comprende la presenza nelle strutture secondo il fabbisogno programmato e l'integrazione nei percorsi multiprofessionali.
Rivoluzione nei compensi: addio alla sola quota capitaria
La remunerazione viene completamente ridisegnata per superare il modello basato sul mero numero di assistiti. La nuova struttura si articolerà obbligatoriamente su sei quote:
- Quota base per l'assistenza fiduciaria.
- Quota presa in carico per pazienti cronici e fragili.
- Quota prevenzione (screening e diagnosi precoce).
- Quota organizzativa e tecnologica (per personale di supporto e telemedicina).
- Quota Case della comunità per l'attività svolta nelle strutture.
- Quota risultato.
Formazione e cronoprogramma. Il futuro della professione passa anche per l'università: la riforma istituisce ufficialmente la Scuola di specializzazione in Medicina generale, di livello universitario e della durata di quattro anni.
I tempi di attuazione sono serrati: entro 60 giorni dalla conversione del decreto dovrà essere avviato l'adeguamento dell'Accordo collettivo nazionale (Acn), mentre entro 120 giorni dovrà nascere la specifica sezione contrattuale per i medici dipendenti delle cure primarie. Il monitoraggio del Ministero valuterà costantemente l'efficacia del nuovo modello attraverso indicatori quali la riduzione degli accessi impropri in Pronto soccorso e l'effettivo utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico.