Movimento Mmg per la Dirigenza: una voce fuori dal coro
Una proposta che si discosta nettamente dall’orientamento prevalente espresso dai sindacati maggiormente rappresentativi della categoria, che nelle ultime settimane hanno ribadito la difesa del rapporto convenzionale e manifestato forti resistenze verso ipotesi di dipendenza per i medici di medicina generale.
Nel comunicato diffuso, il movimento sostiene la necessità di "portare la Medicina generale in Europa", superando modelli organizzativi ritenuti non più adeguati ai bisogni assistenziali attuali e al nuovo assetto dell’assistenza territoriale delineato dal Dm 77/2022.
La nuova specializzazione universitaria dovrebbe formare professionisti competenti nella gestione della cronicità, della fragilità, della multimorbilità, dell’integrazione sociosanitaria e del lavoro in équipe multidisciplinari, con particolare attenzione all’organizzazione dei servizi territoriali e alla medicina di iniziativa. Accanto al percorso universitario, il movimento propone il riconoscimento di un doppio canale su base volontaria per l’esercizio della Medicina generale: da un lato il mantenimento del modello convenzionale, dall’altro la possibilità per i Mmg di operare come dirigenti medici dipendenti del Ssn, secondo una programmazione coerente con i fabbisogni del sistema sanitario. Il movimento sottolinea che il doppio canale "non divide e non esclude", ma punta a rafforzare l’assistenza territoriale attraverso équipe multiprofessionali, continuità assistenziale e una presenza stabile nelle Case di Comunità, favorendo l’integrazione con gli altri nodi della rete territoriale.
La campagna, accompagnata dagli hashtag "PortiamoLaMedicinaGeneraleInEuropa", "SìAllaSpecializzazione" e "SìAlDoppioCanale", si rivolge anche ai cittadini affinché la riforma della Medicina generale diventi "una priorità concreta per il futuro del Ssn".