Medico di fiducia sulla via del tramonto
Per la Fimmg Lazio il testo punta a “riportare la sanità territoriale a prima della legge 833”, ricreando un sistema differenziato in base alle condizioni economiche. “Per le élite resterà il medico di fiducia, per gli altri ci sarà il medico scelto dalla politica”, afferma il sindacato, che accusa il Governo di favorire indirettamente assicurazioni e sanità integrativa.
Al centro della contestazione vi è soprattutto il modello organizzativo previsto per le Case di comunità e la possibilità di introdurre forme di dipendenza nel Ssn per i medici di medicina generale. Secondo la Fimmg Lazio, obbligare i Mmg a turnazioni nelle strutture territoriali o spingerli verso il lavoro dipendente rischia di “distruggere l’alleanza terapeutica” costruita sul rapporto fiduciario.
Il sindacato contesta anche l’uso dell’urgenza legata alle scadenze del Pnrr. “Invocare il rischio di perdere i fondi europei è il segno del fallimento ministeriale”, sostiene la nota, ricordando come la categoria abbia chiesto per anni programmazione, definizione dei fabbisogni e modelli organizzativi chiari per rendere operative le Case di comunità.
Secondo la Fimmg Lazio il problema non sarebbe l’attivazione delle strutture territoriali, “già operative in molte Regioni grazie agli accordi integrativi”, ma la volontà politica di introdurre la dipendenza come modello organizzativo della Medicina generale. Una scelta che, per il sindacato, trasformerebbe le Case di comunità in “ambulatori Asl di serie B”, aumentando la spesa pubblica senza rafforzare davvero l’assistenza territoriale.
Nel mirino anche l’ipotesi di aprire la Medicina generale a medici specialisti di altre discipline per coprire le carenze di personale. Una soluzione definita “una presa in giro”, perché rischierebbe di precarizzare ulteriormente il sistema e di rendere ancora meno attrattiva la professione del medico di famiglia.
La Fimmg Lazio rivendica invece il valore del medico scelto dal cittadino e revocabile sulla base del rapporto di fiducia personale e professionale. “Sostituire questa figura con il ‘medico della politica’, dipendente dalle logiche aziendali e di budget, peggiora la qualità dell’assistenza”, sostiene il sindacato.
Nonostante lo scontro durissimo, la nota si chiude con un’apertura al confronto istituzionale, purché – sottolinea la Fimmg Lazio – non vengano messi in discussione “la dignità professionale dei medici di medicina generale e i diritti costituzionali dei cittadini”.