La riforma della Mg rischia di aggravare la carenza di medici
Scotti contesta anche l’ipotesi della specializzazione in Medicina generale, giudicata poco attrattiva: da una parte si allungano i tempi di formazione, dall’altra si apre la possibilità ad altre specialità di svolgere, seppur in modo residuale, il ruolo di Mmg. Una scelta che, a suo avviso, rischia di allontanare i giovani dalla professione.
Il leader sindacale avverte inoltre che il clima di incertezza potrebbe accelerare i pensionamenti dei medici senior, aggravando nei prossimi anni la carenza di Mmg, proprio mentre la categoria resta tra le più anziane del Servizio sanitario nazionale.
Sulle Case di comunità finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, Scotti denuncia ritardi e criticità organizzative: alcune strutture sarebbero incomplete, altre operative senza un’integrazione reale con i medici del territorio e prive delle figure professionali necessarie, come specialisti, infermieri, psicologi e Oss. In queste condizioni, sostiene, il rischio è creare strutture incapaci di garantire una presa in carico efficace dei pazienti.
Infine, la Fimmg conferma lo stato di agitazione e non esclude lo sciopero, rivendicando la difesa del medico di fiducia e della prossimità delle cure.