Le principali novità che entreranno in vigore dal 1° ottobre 2026, delineeranno una profonda riorganizzazione della Medicina generale. Al centro del nuovo modello vi sono le Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft), chiamate a coordinare l'attività dei medici e a integrarsi con le Case della Comunità. L'accordo rafforza la medicina di iniziativa, amplia la diagnostica di primo livello negli studi e introduce nuove modalità di remunerazione legate agli obiettivi di salute. Restano confermati la libera scelta del medico e il massimale di 1.500 assistiti, con specifiche deroghe. Sono inoltre previsti investimenti per il personale di supporto e per l'organizzazione degli studi. Numerosi aspetti operativi dovranno tuttavia essere definiti attraverso successivi tavoli tecnici e accordi attuativi, rendendo decisiva la fase di applicazione nelle diverse Asl del Lazio.
Proprio le Aft hanno fatto la differenza nella scelta di sottoscrivere l'accordo. "Abbiamo firmato l’Air Lazio - ha dichiarato il segretario Smi-Lazio Marina Pace - anche, a partire dalla decisione che verranno costituite finalmente le Aft che aspettavamo dal 2022, con la previsione che i medici opereranno in una completa autonomia gestionale e nel rispetto dei bisogni territoriali. I giovani medici con 400 scelte, che devono dare 38 ore in Asl, non saranno gravati da ulteriori 3 ore in Aft e, come coloro che superano i 1500 assistiti, daranno le 6 ore solo in maniera volontaria. Inoltre, la quota Aft sarà uguale per tutti i medici, sia per quelli già in carico al Sistema sanitario nazionale, sia per i nuovi medici a quota oraria. L'ulteriore punto ci ha indotto alla firma è la totale garanzia del riposo compensativo dopo il turno notturno e la copertura dello studio a ciclo di scelta sarà garantita dalla Aft".
"Il medico di medicina generale - continua Pace - prenderà, finalmente, in carico il paziente cronico a tutto tondo e questa presa in carico verrà valorizzata economicamente. Ulteriore elemento qualificante dell’Air è l'ampliamento del supporto alla genitorialità e all'accudimento (voluto fortemente dallo Smi). Essendo i medici di medicina generale in regime libero professionale convenzionato e privi di alcune tutele, siamo riusciti a far riconoscere tutte le tutele previste dall'ordinamento. Potranno usufruirne non solo le donne, che costituiscono più dell'80% della categoria, ma tutti i medici. Saranno coperte situazioni come allattamento, gravidanza, adozione, ma anche l'assistenza a familiari fragili (titolari di Legge 104) o le fragilità degli stessi medici. La nostra azione non finisce qui e auspichiamo di risederci a breve a tavoli con la parte pubblica per sciogliere gli ultimi nodi rimasti irrisolti".
Air, nel Lazio vince la linea unitaria