Secondo i promotori della protesta, il vincolo orario rischia di tradursi in un paradosso: sguarnire l'assistenza di prossimità per riempire le nuove strutture. I medici denunciano il pericolo di un "progressivo indebolimento della figura del medico di famiglia e la possibile riduzione dell'attività negli ambulatori territoriali".
A pagare il prezzo più alto, si legge nel comunicato, potrebbero essere le aree rurali e montane, dove la chiusura o la riduzione d'orario delle sedi periferiche penalizzerebbe i pazienti più fragili e anziani.
Il documento solleva forti perplessità anche sulla filosofia che guida la riforma:
- Target formali: C'è il timore che l'attuazione delle Cdc risponda più all'esigenza burocratica di raggiungere gli obiettivi legati ai finanziamenti del Pnrr che a un reale miglioramento dei flussi assistenziali.
- Carico di lavoro: In un contesto già piagato dalla grave carenza di personale e da una burocrazia asfissiante, le sei ore obbligatorie vengono percepite come un ulteriore e insostenibile aggravio.
Fonte Ansa