Dopo l'attivazione della prescrizione della ricetta dematerializzata per benzodiazepine e altri farmaci soggetti a particolari modalità prescrittive, il Ministero della Salute ne ha disposto l'improvvisa sospensione. Per la Fimmg il provvedimento costringe a ripetere ricette già valide, aumenta gli adempimenti burocratici dei Mmg e rischia di depauperare il patrimonio informativo del Fascicolo sanitario elettronico.
La misura sulla dematerializzazione era stata resa operativa nei primi giorni di luglio, ma il dietrofront si è reso immediatamente necessario per bloccare il grave caos organizzativo che ha travolto studi medici e farmacie a causa di alcune criticità:
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Mancanza di istruzioni operative: La dematerializzazione, introdotta su impulso del Ministero dell'Economia, è partita senza che il Ministero della Salute o le Regioni avessero fornito indicazioni chiare e uniformi. Medici e farmacisti si sono trovati la funzionalità attiva nei sistemi informatici senza alcun preavviso o protocollo applicativo.
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Nodi di sicurezza e "nomadismo farmaceutico": Trattandosi di sostanze delicate a forte rischio falsificazione, il passaggio al digitale richiede paletti rigidi sul controllo dell'identità dell'assistito e sullo scarico dei dati, aspetti tecnici non ancora coordinati tra i diversi sistemi regionali.
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Il corto circuito burocratico: L'improvviso stop ha invalidato le prescrizioni dematerializzate emesse tra l'1 e il 3 luglio. I Mmg sono stati così costretti a ristampare in formato cartaceo "rosso" o "bianco" le ricette già emesse, scontrandosi anche con la cronica carenza dei ricettari del Poligrafico dello Stato.
Accanto agli effetti organizzativi, la Federazione richiama l'attenzione anche sulle possibili conseguenze per la continuità delle cure. Roberto Venesia, coordinatore nazionale dell'Area farmaco della Fimmg, osserva che la sospensione della prescrizione dematerializzata potrebbe ridurre la completezza delle informazioni registrate nel Fascicolo sanitario elettronico.
In particolare, secondo Venesia, le prescrizioni di questi medicinali non a carico del Ssn rischiano di non essere disponibili nel Fse, privando il medico di un quadro completo della terapia assunta dal paziente e aumentando il rischio di interferenze farmacologiche o di sovrapposizioni terapeutiche, soprattutto nelle situazioni di emergenza.Pur ribadendo la necessità di garantire il rispetto delle norme previste per i medicinali sottoposti a particolare vigilanza, la Fimmg chiede che la sospensione venga superata rapidamente e che il ripristino della prescrizione dematerializzata sia accompagnato da indicazioni operative chiare per medici e farmacisti.
"Si risolvano i problemi, se ci sono, ma lo si faccia in fretta", conclude Scotti. "La salute dei nostri pazienti non può aspettare, così come non può attendere la semplificazione burocratica della Medicina generale".