La lotta alla violenza di genere in Lombardia segna un passo avanti con il lancio del Progetto nazionale Mimosa in Lombardia, un modello che vede la farmacia di comunità come presidio di primo contatto, integrato in una rete territoriale che coinvolge direttamente la Medicina generale. 
Il progetto, promosso dall'associazione Farmaciste Insieme, presentato di recente a Milano, presso Palazzo Pirelli, punta a una sinergia strutturata tra i vari professionisti della salute. In questo contesto, il ruolo dei Medici di medicina generale (Mmg) è considerato imprescindibile per offrire una risposta coordinata e multidisciplinare.  La collaborazione si articola su quattro punti cardine:  
1.    Il Board "Insieme Lab": un laboratorio permanente che riunisce Mmg (rappresentati da Fimmg Lombardia), farmacisti, infermieri, istituzioni e associazioni per sviluppare modelli di collaborazione e buone pratiche.  
2.    Sinergia tra punti di accesso: le farmacie fungono da primo presidio per un ascolto discreto. I Mmg rappresentano invece il punto di accesso privilegiato che accompagna i pazienti nel tempo, costruendo il rapporto di fiducia necessario a intercettare precocemente le situazioni di fragilità. 
3.    Percorso di orientamento comune: lavorando insieme, farmacisti e medici possono orientare le donne in modo tempestivo verso i centri antiviolenza e i servizi territoriali competenti. 
4.    Rafforzamento della rete: la collaborazione tra queste due figure sanitarie di prossimità punta a superare l'isolamento degli interventi individuali. 
Come sottolineato da Anna Pozzi segretaria provinciale di Fimmg Milano, i medici di famiglia sono il principale punto di accesso al Ssn e sono in una posizione privilegiata per cogliere segnali che potrebbero sfuggire in altri contesti. L'adesione di Fimmg al progetto mira a costruire una vera "presa in carico" che non lasci sola la donna.  
L'elemento più innovativo è la costituzione di "Insieme Lab", un Board delle reti territoriali che riunisce professioni sanitarie (Mmg, farmacisti, infermieri, odontoiatri), istituzioni e terzo settore per superare la frammentazione degli interventi. Il Board vede la partecipazione di attori come la Fondazione Ospedale Niguarda, la Fnopi e l'Andi, creando un ecosistema di "sentinelle" attive. 
Strumenti operativi per il territorio. Per supportare l'attività di ascolto e orientamento, il progetto mette a disposizione strumenti digitali e informativi integrabili nella pratica quotidiana:  
  • Formazione specifica: percorsi formativi per i farmacisti per riconoscere la fragilità e accogliere le richieste di aiuto in sicurezza.  
  • App Free Bees: un'applicazione riservata per consultare in tempo reale i numeri utili e i centri antiviolenza.  
  • QR Code informativi: inseriti nelle locandine esposte nei presidi aderenti per l'accesso immediato alle informazioni. 
Le istituzioni regionali, con l’Assessore alla Famiglia Elena Lucchini e il Presidente del Consiglio Regionale Federico Romani, hanno ribadito come la collaborazione tra professionisti sia la chiave per trasformare la farmacia e lo studio del medico di medicina generale in luoghi di "responsabilità sociale". Per i Mmg si tratta di un'opportunità per rafforzare la propria funzione di guida all'interno di una rete di protezione che, come dichiarato da Andrea Mandelli  presidente Fofi, fa leva sul patrimonio di fiducia che i cittadini ripongono nei professionisti della salute di prossimità.