Il Sindacato medici italiani (Smi) del Veneto ha firmato l’Accordo integrativo regionale (Air) per la Medicina generale, sottolineando come il testo garantisca la totale volontarietà della presenza dei medici di famiglia nelle Case di Comunità. A ribadirlo è la segretaria regionale Liliana Lora, che evidenzia la netta distanza tra il modello Veneto e quello Nazionale approvato lo scorso 23 giugno.
Secondo quanto previsto dall’articolo 4 dell’Air, i medici di assistenza primaria "una volta individuati, aderiscono su base volontaria, con possibilità di recesso in qualsiasi momento, previo preavviso di almeno 60 giorni". Una formulazione che, per lo Smi, tutela la libertà professionale e consente una gestione più sostenibile dell’attività territoriale.
Si tratta di una posizione diametralmente opposta rispetto alla preintesa di stralcio dell'Accordo collettivo nazionale (Acn) siglata in Sisac da Fimmg e Fmt, che introduce l’obbligo per i medici di svolgere fino a 6 ore settimanali nelle Case di comunità. Una norma che lo Smi giudica negativamente, perché destinata ad aumentare i carichi di lavoro, rendere meno attrattiva la professione per i giovani e complicare la conciliazione tra attività clinica e vita privata.
Smi tiene comunque a precisare che pur non condividendo alcuni aspetti dell’Air Veneto  ha scelto di sottoscriverlo per continuare a monitorare le politiche della parte pubblica e proseguire la negoziazione sia al tavolo regionale sia a quelli aziendali.