La Lombardia centra i target del Pnrr per Case e Ospedali di Comunità
Con questa dotazione strutturale viene garantito il parametro di una Casa di Comunità ogni 50.000 abitanti, distribuita in modo omogeneo sulle diverse aree regionali.
La programmazione regionale prevede la realizzazione di strutture ulteriori rispetto alle quote minime stabilite dal Pnrr: verranno infatti attivate altre 16 Case di Comunità (per un totale di 203) e altri 8 Ospedali di Comunità (per un totale di 68).
I finanziamenti per l'edificazione e l'allestimento delle strutture sono così ripartiti:
Case di Comunità (489 milioni di euro complessivi): 277 milioni di euro derivano da fondi Pnrr, 33 milioni dal Fondo statale per le opere indifferibili e 179 milioni da stanziamenti diretti di Regione Lombardia.
Ospedali di Comunità (179 milioni di euro complessivi): 151 milioni di euro provengono dai fondi Pnrr, 10 milioni dal Fondo opere indifferibili e 18 milioni dal bilancio della Regione.
Gli interventi della giunta e il nodo dei Mmg. La Lombardia ha gestito circa il 20% della quota totale degli interventi previsti a livello nazionale. Il presidente Fontana ha precisato che la strategia amministrativa punta sul consolidamento della medicina sul territorio e sulla modernizzazione del sistema integrato di cura, così da assicurare la continuità assistenziale oltre il termine cronologico dei finanziamenti europei.
Bertolaso, ha ringraziato il personale delle strutture sanitarie per il rispetto delle tempistiche utili a soddisfare gli accordi siglati tra il Governo italiano e l'Unione Europea. Bertolaso ha tuttavia evidenziato un elemento di criticità sul piano della gestione del personale: "Garantiamo la presenza medici all'interno delle strutture ma auspichiamo un maggior coinvolgimento dei medici di medicina generale (Mmg) poiché adesso è basso".
Standard e servizi obbligatori nelle strutture
Il modello organizzativo applicato a tutte le 187 Case di Comunità prevede l'erogazione uniforme di 13 servizi di base obbligatori:
⦁ Servizi di cure primarie tramite équipe multiprofessionali.
⦁ Punto unico di accesso (Pua) e servizio di assistenza domiciliare.
⦁ Servizi infermieristici e specialistica ambulatoriale per le patologie ad elevata prevalenza.
⦁ Sistema integrato di prenotazione connesso al Cup aziendale.
⦁ Integrazione con i servizi sociali e coinvolgimento della comunità.
⦁ Presenza medica h24 e 7 giorni su 7 (nelle ore notturne è prevista la presenza di almeno un medico per distretto).
⦁ Copertura infermieristica h12 e 7 giorni su 7 (nei giorni domenicali e festivi è garantito almeno un infermiere).
⦁ Servizi diagnostici di base, punto prelievi e continuità assistenziale.
I 60 Ospedali di Comunità sono integrati nella rete delle cure intermedie e gestiscono ricoveri di breve durata e assistenza infermieristica per quei pazienti che, pur non necessitando di cure ospedaliere per acuti, non possono ricevere un'assistenza idonea presso il proprio domicilio.
Ripartizione territoriale per Ats
La distribuzione dei presidi sul territorio è così definita in base alle competenze delle singole Agenzie di tutela della salute (Ats):
⦁ Ats Milano: 54 Case di Comunità e 17 Ospedali di Comunità.
⦁ Ats Insubria: 29 Case di Comunità e 8 Ospedali di Comunità.
⦁ Ats Brianza: 24 Case di Comunità e 6 Ospedali di Comunità.
⦁ Ats Bergamo: 21 Case di Comunità e 6 Ospedali di Comunità.
⦁ Ats Brescia: 19 Case di Comunità e 5 Ospedali di Comunità.
⦁ Ats Montagna: 15 Case di Comunità e 5 Ospedali di Comunità.
⦁ Ats Valpadana: 13 Case di Comunità e 13 Ospedali di Comunità.
⦁ Ats Pavia: 12 Case di Comunità e 4 Ospedali di Comunità.