Subito dopo il semaforo verde incassato nella seduta straordinaria della Conferenza Stato-Regioni sulla preintesa siglata per la presenza dei Mmg nelle Case di Comunità, il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha preso apertamente e con forza una posizione favorevole al nuovo schema normativo, definendolo senza mezzi termini "il risultato di un confronto serrato e di un dialogo costante con le Regioni e con le organizzazioni sindacali".
L'intesa, finalizzata a garantire la presenza dei medici all’interno delle Case di Comunità per renderle pienamente operative entro il 30 giugno 2026 come richiesto dall'Europa, viene promossa da Gemmato come un successo della mediazione. "Abbiamo svolto un lavoro di mediazione politica continuo, a tratti complesso, tenendo insieme esigenze diverse, ma senza mai perdere di vista l’obiettivo: arrivare a un’intesa condivisa e sostenibile", ha esplicitato il Sottosegretario, rimarcando come proprio questa sia la strada per costruire "soluzioni efficaci per i cittadini" e rispettare gli impegni del Pnrr.
Il piano organizzativo su cui si registra il via libera prevede una presenza obbligatoria dei medici di medicina generale nelle Case di Comunità fino a un maximum di 6 ore settimanali (per 48 settimane all'anno), in linea con gli standard del Dm 77. Una formula che l'esponente del Governo difende, forte anche di stime che sul piano pratico prevedono un impegno medio reale inferiore, verosimilmente intorno alle 3 ore settimanali. L'obiettivo è blindare il presidio territoriale dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 8.00–20.00.
Rispetto al precedente Acn 2024, che conteneva una disponibilità di 4 ore facoltative settimanali, con la nuova ipotesi il monte ore può essere elevato fino a un tetto massimo di 6.
A dare stabilità alla preintesa ci sono anche le risorse messe sul piatto, pari a un fabbisogno finanziario massimo stimato in circa 120 milioni di euro annui a valere sul futuro Acn 2025–2027, la cui formalizzazione da parte del Ministero della Salute è attesa per il prossimo autunno.
Un percorso che Gemmato considera ormai tracciato, forte anche della firma parallela di un protocollo d'intesa con la controparte: "All’Acn si affianca un accordo politico sottoscritto da Ministero della Salute, Regioni e rappresentanze della medicina generale, che conferma la volontà condivisa di individuare soluzioni sostenibili, mettendo al centro i bisogni dei cittadini e il rafforzamento della sanità pubblica", ha concluso il sottosegretario.