Il Decreto Tariffe continua a far discutere mentre già si prospetta un ulteriore slittamento al 1°gennaio 2025, al centro del dibattito e della protesta c'è l’abbassamento delle tariffe con cui alcune prestazioni saranno rimborsate alle strutture, pubbliche e private, che le erogano. Non è andato a buon fine l'appello delle associazioni dei pazienti, che avevano scritto al Ministro della Salute sottolineando che le continue proroghe all'entrata in vigore del decreto rappresentano un rischio per le prestazioni inserite nei Lea 2017. Nel frattempo la FNOMCeO ha chiesto l'istituzione di un tavolo presso il Ministero per la valorizzazione della professione medica, ponendo l'attenzione proprio sul nuovo tariffario poiché il costo irrisorio attribuito alle prestazioni rifletterebbe il valore che, in generale, si conferisce ai professionisti che tali prestazioni forniscono.L'appello delle associazioni. “Si proceda all’entrata in vigore, prevista il primo aprile, del decreto per i Lea del 2017 affinché non sia mortificato il diritto alla salute dei cittadini”, è questo l’appello lanciato da Cittadinanzattiva – CnAMC (Coordinamento nazionale associazioni malati cronici e rari) ed OMaR e sottoscritto da oltre 90 federazioni e associazioni aderenti al CnAMC e all’Alleanza Malattie Rare, che hanno oggi inviato una lettera aperta al Ministro della Salute Orazio Schillaci per chiedere che non vi sia alcun ulteriore rinvio dell’entrata in vigore del Decreto Tariffe e con esso della possibilità per i cittadini di accedere alle prestazioni specialistiche ed ambulatoriali inserite nei Lea del 2017.
Nonostante le rassicurazioni di alcuni giorni fa, continuano infatti a rincorrersi notizie di una nuova proroga, dovuta all’abbassamento delle tariffe con cui alcune prestazioni saranno rimborsate alle strutture che le erogano. Una proroga inspiegabile ora, considerato che i problemi che vengono posti si riferiscono a un decreto che già sarebbe dovuto, in parte rilevante, andare in vigore dal 1° gennaio 2024.
“Pur comprendendo le preoccupazioni manifestate da più parti rispetto a tariffe ritenute inadeguate – si legge nella lettera -, riteniamo prioritario garantire ai cittadini, già duramente provati da profonde sperequazioni nel diritto alla salute, l’accesso su tutto il territorio nazionale a prestazioni previste già da sette anni, tra le quali ve ne sono alcune particolarmente innovative. Non siamo contrari a un intervento sulla questione delle tariffe ma chiediamo di farlo con soluzioni compensative - siamo sicuri che modalità utili possano essere trovate – senza bloccare tutto nuovamente”. Fra le prestazioni incluse nei Lea del 2017 che una nuova proroga renderebbe inesigibili vi sarebbero le prestazioni di procreazione medicalmente assistita, quelle per la diagnosi o il monitoraggio della celiachia, gli screening neonatali per alcune patologie, gli ausili informatici e di comunicazione per persone con gravissime disabilità, i presidi di varia natura e a tecnologia avanzata per le disabilità motorie.
“Ci appelliamo a Lei - Signor Ministro - affinché il Decreto Tariffe, così come aggiornato a giugno, trovi concreta applicazione a partire dal 1° aprile. Nello stesso tempo, chiediamo che sia completata l’istituzione della Commissione Lea così da prevedere, attraverso un nuovo decreto, un percorso rapido che aggiorni continuativamente e ulteriormente i Lea e le rispettive tariffe, anche per consentire ai cittadini l'accesso a prestazioni ulteriori e lungamente attese, come i Test NGS, la diagnosi e cura della fibromialgia, l’estensione dello Screening neonatale ad altre patologie come la SMA, il cosiddetto Nipt - test prenatale non invasivo”.
La richiesta della FNOMCeO e della Fism. Filippo Anelli, presidente della FNOMCeO fa sapere che insieme al presidente della Fism, la Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane, Loreto Gesualdo, invieranno una missiva la Ministro della Salute per chiedere l'istituzione di un tavolo per la valorizzazione della Professione medica. La richiesta si lega proprio alla prossima entrata in vigore del nuovo tariffario delle prestazioni specialistiche, prevista, salvo proroghe, per il primo aprile. Un tariffario sul quale si è lavorato per anni e che, in alcuni casi, mantiene invariate al 1996 le tariffe per le prestazioni, in altri le diminuisce. “Al di là delle possibili e pur gravi ripercussioni – spiega Anelli – sull’erogazione delle prestazioni stesse da parte delle strutture, sui rinnovi contrattuali dei medici dell’ospedalità privata, sui rimborsi dei liberi professionisti da parte delle assicurazioni, quello che ci interessa rimarcare è che così si sminuisce il valore della Professione. Il costo irrisorio attribuito alle prestazioni è un riflesso del valore che, in generale, si attribuisce ai professionisti che tali prestazioni, di natura intellettuale, forniscono. E questo ha ricadute in molti campi, non ultimo quello della violenza contro i medici: se il tuo sapere, le tue competenze, le tue abilità valgono poco, non ti devo alcun rispetto. Per questo ci rivolgiamo al Ministro Schillaci, che sin da subito ha ben compreso la necessità di valorizzare i medici e i professionisti”.
“Il rilancio del Ssn - afferma infatti Anelli in un video per FNOMCeO Tg Sanità - passa necessariamente attraverso una maggiore valorizzazione della professione medica. I medici oggi denunciano prezzi di riferimento per la loro attività professionale sempre più bassi, tali da portarli sempre più ad abbandonare il Servizio sanitario nazionale e ad andare a lavorare verso il privato o addirittura all'estero. La rivisitazione del nomenclatore chiesta a più voci in questi giorni ci porta a considerare come necessario un intervento sulle prestazioni dei professionisti intellettuali”.
“Serve una reale valorizzazione – prosegue - non è possibile continuare ad assistere a un deprezzamento dell'atto medico che provoca ogni giorno sempre di più un abbandono di questa professione nel Servizio sanitario nazionale”.
"Le prestazioni – dichiara Loreto Gesualdo - possono aver luogo solo grazie alle competenze professionali, che comprendono tutte quelle abilità acquisite dal medico nel proprio ambito lavorativo, sia teoriche, sia tecniche, sia pratiche. Non si può svalutare la professionalità con un mancato riconoscimento economico, questo potrebbe essere un ulteriore stimolo per i medici ad abbandonare il Servizio Sanitario Nazionale e metterebbe in difficoltà ulteriore il welfare".
“Per questo – concludono Anelli e Gesualdo- ci appelliamo al Ministro Schillaci. A lui chiediamo un tavolo con la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri e con la Fism, in rappresentanza delle Società Scientifiche, proprio al fine di dare una maggiore spinta al valore della professione e garantire in questa maniera la qualità dell'assistenza ai nostri cittadini”.
Intanto il Ministro della Salute aveva già dichiarato a Roma, a margine dell'evento Adnkronos Q&A 'Salute e sanità, una sfida condivisa' che: "Sul rinvio del provvedimento relativo al nuovo nomenclatore tariffario ci stiamo ragionando, perché credo che sia importante avere in qualche caso delle tariffe più adeguate a quelle che sono oggi la realtà quotidiana. Credo che rinvieremo il provvedimento in accordo con le Regioni". Detto, fatto. Secondo quanto si è recentemente appreso ci sarebbe l’accordo tra il Governo (manca ancora l'ok del Mef) e le Regioni, che dovrebbe essere ratificato in settimana in una Conferenza Stato-Regioni straordinaria, l’entrata in vigore delle nuove tariffe per la specialistica ambulatoriale e per la protesica sarà prorogata al 1° gennaio 2025. I nuovi nomenclatori, ricordiamo, dovevano entrare in vigore il 1 aprile.