Nel 2024 il finanziamento pubblico si è attestato al 6,3% del Pil, in riduzione rispetto al decennio precedente e al di sotto della media europea. Il Ssn copre meno di tre quarti della spesa sanitaria complessiva, contro una media Ue superiore all’80%.
Il divario si riflette direttamente sui cittadini: la spesa out-of-pocket supera di circa 9 punti percentuali quella media europea e si concentra non solo su farmaci e dispositivi, ma sempre più su prestazioni specialistiche e diagnostiche. Una dinamica spesso legata alla necessità di aggirare le liste d’attesa del sistema pubblico.
Uno dei nodi strutturali resta quello del personale. Tra il 2009 e il 2017 il Ssn ha perso oltre 46.000 professionisti a causa delle politiche di contenimento della spesa. Nonostante una parziale inversione durante la pandemia, persistono carenze diffuse e una ridotta attrattività del sistema pubblico. Parallelamente si è assistito a un riequilibrio della produzione sanitaria:
⦁ Deospedalizzazione: riduzione di circa il 10% dell’attività ospedaliera pubblica
⦁ Territorio: sviluppo ancora insufficiente e disomogeneo, nonostante le risorse del Pnrr
⦁ Privato convenzionato: crescita nei segmenti più dinamici, come diagnostica e specialistica
Un ulteriore elemento di cambiamento è rappresentato dall’espansione della sanità intermediata. Gli iscritti ai fondi sanitari sono passati da 5,8 a 16,3 milioni tra il 2013 e il 2023. Secondo l’Upb, queste forme di copertura tendono sempre più ad assumere una funzione sostitutiva, piuttosto che integrativa, rispetto ai Lea. Un fenomeno che solleva criticità sul piano dell’equità: le agevolazioni fiscali favoriscono soprattutto i lavoratori con redditi medio-alti e residenti nelle aree più sviluppate del Paese. A ciò si aggiunge il tema dei costi: le assicurazioni private presentano spese amministrative molto elevate, pari a circa il 44% dei costi totali, contro circa l’1% della gestione pubblica.
Mentre alcuni osservatori caldeggiano una maggiore integrazione pubblico-privato per rispondere alla domanda inevasa del Ssn, l'upb invita alla cautela. La missione del pubblico resta la garanzia del diritto alla salute basata su efficacia e appropriatezza, mentre il privato, pur operando nel Ssn, persegue obiettivi di profitto o espansione del fatturato. Per il Mmg, terminale ultimo del sistema e primo referente del cittadino, questa frammentazione rischia di tradursi in percorsi di cura sempre più complessi e meno coordinati.
Il quadro delineato dall’Upb suggerisce la necessità di un equilibrio più solido tra le diverse componenti del sistema.
A.S.