Dopo oltre trent'anni, la revisione del Prontuario farmaceutico nazionale torna al centro del confronto tra istituzioni e professionisti. Se da un lato l'aggiornamento viene considerato un passaggio necessario per adeguare l'elenco dei medicinali rimborsabili all'evoluzione delle conoscenze scientifiche e delle innovazioni terapeutiche, dall'altro emergono timori che il riordino possa essere orientato prevalentemente da esigenze di contenimento della spesa. Su questo tema interviene lo Snami, che chiede di mantenere al centro il valore clinico delle scelte prescrittive e il ruolo del medico di medicina generale. "La revisione del Prontuario è un passaggio naturale dopo trent'anni – afferma la presidente nazionale Snami Simona Autunnali – ma non può essere guidata esclusivamente da logiche economiche. L'obiettivo deve essere garantire ai cittadini un accesso appropriato, equo e tempestivo alle cure, senza limitare la libertà prescrittiva del medico".
Uno dei punti richiamati dal sindacato riguarda l'ipotesi di garantire almeno un farmaco rimborsato per ciascuna classe terapeutica. Secondo lo Snami, questo criterio rappresenta una soglia minima di tutela, ma non è sufficiente a garantire la migliore risposta clinica.
Il sindacato sottolinea infatti che farmaci appartenenti alla stessa classe possono presentare differenze significative in termini di efficacia, tollerabilità, interazioni farmacologiche e indicazioni terapeutiche. Per questo motivo, la semplice appartenenza alla medesima categoria non rende automaticamente le diverse molecole clinicamente intercambiabili.
Appropriatezza e sostenibilità devono restare in equilibrio. Per lo Snami il concetto di appropriatezza prescrittiva non deve essere confuso con quello del contenimento della spesa. Secondo Autunnali, in alcuni casi la scelta più appropriata può coincidere con un trattamento economicamente più oneroso, qualora rappresenti la soluzione con il maggiore beneficio clinico per il singolo paziente. L'appropriatezza, evidenzia il sindacato, deve continuare a fondarsi sulle evidenze scientifiche e sulla personalizzazione della terapia, non esclusivamente sul costo del farmaco.
Nel documento viene inoltre ribadita la necessità di rafforzare la formazione continua dei medici e la diffusione delle linee guida, così da sostenere decisioni prescrittive motivate e basate sulle migliori evidenze disponibili.
Lo Snami rivendica il valore dell'autonomia professionale del Mmg, che deve esercitarsi nel rispetto delle prove scientifiche ma mantenendo la possibilità di adattare la terapia alle caratteristiche del singolo assistito.
"La sostenibilità del Ssn – conclude Autunnali – è un obiettivo condiviso, ma non può essere perseguita sacrificando la personalizzazione delle cure. Occorre trovare un equilibrio tra sostenibilità economica, innovazione terapeutica e qualità dell'assistenza, mantenendo il paziente al centro delle decisioni cliniche."