L'Unione Medici Italiani ribadisce che la Sanità ed il personale sanitario per operare al meglio necessitano di adeguati finanziamenti e di stabilità politica. Soprattutto in questo momento in cui assume particolare rilevanza l’applicazione del recente DM 77 e la definizione degli “atti d’indirizzo” per la stipula del CCNL dell’area sanità e degli ACN della Medicina Generale e della Pediatria di Libera Scelta.
A pensarla così è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe e al riguardo sottolinea che la popolazione a rischio di malattia grave è troppo estesa. “Se da un lato l’ipotesi di potenziare l’immunità di popolazione con un ‘booster naturale’ è molto suggestiva - dichiara - dall’altro la popolazione over 50 suscettibile (non vaccinati, persone che non hanno fatto la terza dose e fragili che non hanno fatto la quarta dose) è troppo numerosa. Peraltro questa 'strategia' non tiene conto dell’impatto del long Covid, la cui incidenza è correlata al numero di infezioni. Infine, una circolazione incontrollata di un virus così contagioso come Omicron 5 rischia di determinare una vera e propria paralisi di vari servizi".
Con l'obiettivo di migliorare le performance, la Regione ha dato vita all'Unità di Intervento per la Riduzione dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie per verificare la corretta gestione dell'intero processo di erogazione delle prestazioni in ambito ospedaliero e territoriale.
Sviluppare un modello standardizzato per misurare l’aderenza, attuare il Fascicolo Sanitario Elettronico, coinvolgere caregiver, infermieri di comunità e farmacia dei servizi. È questo l'obiettivo del documento realizzato da Cittadinanzattiva con associazioni di pazienti, società scientifiche e istituzioni regionali - che raccoglie analisi e proposte per migliorare l’accesso e la qualità di prestazioni e servizi che favoriscono l’aderenza terapeutica.
"La gestione del Covid, la guerra in Ucraina e alti tassi di inflazione stanno mettendo a dura prova le catene di approvvigionamento per i farmaci più essenziali, in particolare, per i farmaci generici, servono politiche adeguate a sostenerne l’utilizzo". La raccomandazione arriva da Medicines for Europe, l’associazione europea dei produttori di generici, biosimilari e Value Added Medicines, durante la Conferenza annuale che si è svolta a Barcellona.