"Il Mmg rappresenta il primo, fondamentale, riferimento per la gestione appropriata del rischio globale poiché in grado di applicare il modello biopsicosociale come strategia fondante di approccio al paziente". Un messaggio forte e chiaro che è stato lanciato nel recente convegno “Medicina del III millennio: tecnologia, comunicazione e gestione del rischio globale”, svoltosi di recente a Pozzuoli (NA) dove i progressi tecnologici per migliorare le cure primarie sono stati al centro dell'incontro e del dibattito sullo sviluppo della Medicina Generale.
Questo il tema che sarà affrontato al Frontiers Health Italia 2022 che si terrà a maggio a Roma e in cui saranno trattati temi istituzionali quali la trasformazione digitale del Ssn. Nel frattempo sui tempi e modi della realizzazione della piattaforma nazionale di telemedicina, prevista da Agenas per il 2024, c'è chi lancia la richiesta di aprire un tavolo di concertazione tra le realtà accreditate per superare la frammentazione dei sistemi sanitari regionali nell'erogazione dei servizi di teleconsulto, televisita e telemonitoraggio e garantire l'interoperabilità del dato clinico dei pazienti a livello nazionale.
La pandemia da Covid-19 ha messo a dura prova i sistemi sanitari di tutti i Paesi, abbattendosi su di loro con la forza di un vero e proprio tsunami. In Italia, l’emergenza ha riguardato, soprattutto nelle fasi iniziali, il primo punto di contatto tra i pazienti e il Sistema sanitario nazionale, ossia i Medici di Medicina Generale (MMG) che rappresentano il 15% della classe medica italiana ed erogano il 65% delle visite.
A darcene un quadro relativo al 2020 è lo Studio Bussola che ha coinvolto vari ospedali italiani associati al Network Italiano Sanitario (N.I.San): “Perdita economica totale (differenza tra tariffe e costi) per i casi non Covid del 115% che arriva al 189% per quelli Covid. Al netto dei ricoveri Covid, i costi, rispetto al 2019, sono cresciuti del 18%”. Per Domenico Crupi, Presidente N.I.San: "Gli scenari apertisi con la pandemia rendono non più rinviabile il tema della verifica della sostenibilità della spesa per la salute nella sua dimensione ospedaliera, territoriale, preventiva, scientifica e tecnologica".
Dal 7 al 13 marzo il numero settimanale dei contagi da SARS-CoV-2 nel mondo "è aumentato dell'8% rispetto alla settimana precedente" avverte l'Organizzazione Mondiale della Sanità nell'ultimo report. Il dato dei decessi settimanali invece continua a essere in calo, del 17% a livello globale, ma l'Italia, anche negli ultimi 7 giorni monitorati, resta fra i primi tre Paesi in Europa per morti registrate.