Mentre la discussione sul DM71 e sul futuro dei Mmg alimenta il dibattito tra gli adetti ai lavori, la crisi della medicina di primo livello, con annessa carenza di Mmg sui territori, sta dando vita a vere e proprie proteste da parte dei cittadini per la mancanza di un servizio sanitario vitale che è la porta d’accesso al Ssn e all’assistenza sanitaria garantita dall’articolo 32 della Costituzione. Ne è un esempio quando sta accadendo a Ottana, in provincia di Nuoro dove i cittadini sono scesi in piazza perché da mesi non hanno né un medico di medicina generale né un pediatra di libera scelta. i problema è comune a molti centri della Barbagia, dove il medico manca da anni. Anche le scuole hanno preso parte alla manifestazione organizzata dall’amministrazione comunale che si è svolta con un corteo partito dai caseggiati scolastici e lungo tutto il paese è arrivato alla sala comunale dove si è svolta un’assemblea.
“Mille e 500 pazienti sono rimasti senza assistenza sanitaria, così come centinaia di bambini - ha dichiarato il sindaco Franco Saba -. Da mesi per una ricetta bisogna mettersi in macchina e i genitori dei piccoli pazienti sono costretti a rivolgersi a pediatri a pagamento. Attualmente abbiamo un solo medico di famiglia che lavora anche a Sarule e viene solo due volte a settimana a Ottana. Il secondo medico lo abbiamo perso così come la pediatra e non sono mai stati sostituiti, così non si può andare  avanti. La nostra protesta non si fermerà qui: abbiamo iniziato la raccolta firme che porteremo ai vertici della Asl - ha concluso il primo cittadino - e se sarà necessario faremo altre manifestazioni finché non otterremo un nostro diritto garantito dalla Costituzione”.
Se a Ottana si scende in piazza, in altri territori, dal Sud al Centro fino al Nord, i cittadini, attraverso i comitati di quartiere, fanno sentire la loro voce lamentando i disagi dovuti alla mancanza dei Mmg sui loro territori e la rabbia cresce.
A Treviglio (BG), per esempio, il sindaco, Juri Imeri, ha chiesto una riunione urgente del Tavolo della sanità Ats e ha scritto al prefetto: “Il Tavolo per discutere dell’emergenza medica nella Bergamasca non dev’essere mensile, ma convocato istantaneamente, la situazione potrebbe causare problemi di ordine pubblico". Nel frattempo il 14 giugno in città si terra sit-in in piazza Manara per sensibilizzare le istituzioni sul caos medici di medicina generale e per spingerle a cercare una soluzione ‘tampone’ nell’immediato e definitiva entro breve tempo. A promuovere l’iniziativa  è il consigliere comunale del Pd Erik Molteni che ha tenuto a precisare che lo ha fatto in veste di cittadino e non di politico. Nelle ultime settimane il consigliere è stato contattato decine di volte da persone che sono letteralmente disperate e che non sanno più a che santo votarsi. "Purtroppo nemmeno io sono in grado di aiutarli, posso solo comprendere il loro stato d’animo di persone che si sentono abbandonate e senza tutela da parte delle istituzioni - ha dichiarato Molteni - Penso soprattutto agli anziani e ai malati cronici, le fasce maggiormente colpite da questa situazione assurda”.
È bene ricordare che a Treviglio  il servizio di continuità assistenziale diurna (Cad) sta per essere dismesso perché nessun medico ha dato la disponibilità a tenere aperto il servizio a giugno. Il sindaco Imeri l’ha saputo al telefono dall’Ats Bergamo. Viene meno un servizio che deve sostituire il Mmg per 8mila pazienti che fanno capo a Treviglio, Brignano Gera d’Adda, Caravaggio, Casirate. "Nessuno dei quattro medici in servizio a Treviglio nella sede di viale Piave – ha puntualizzato Imeri - se la sente di coprire i turni perché i pazienti sono esasperati. Il carico di lavoro è eccessivo e non permette di conoscere le patologie degli utenti". L’Ats rimanda alla guardia medica negli orari serali o nei giorni festivi, servizio che secondo Imeri avrà comunque limitazioni perché il medico non sarà sempre presente, oppure al Pronto soccorso dell’ospedale.
Quello che sta accadendo a Treviglio rappresenta la punta di un iceberg che coinvolge l’intera Lombardia, capoluogo compreso, dove sono moltissime le circoscrizioni non coperte dalla presenza di Mmg. Non è quindi un caso che la vice presidente della Regione Lombardia, Letizia Moratti, abbia annunciato l’avvio di una sperimentazione in alcune Asst che prevede la supplenza degli infermieri per affrontare la carenza di medici di famiglia in Regione.

Anna Sgritto
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