Con questa finalità, unitariamente chiedono:
1. l’impegno formale a mettere in atto tutte le iniziative necessarie a garantire una costante ed adeguata disponibilità delle specialità a base di testosterone, omogenea su tutto il territorio nazionale;
2. autorizzare, in caso di carenza delle preparazioni rimborsate in fascia A,
3. l’estensione della rimborsabilità a tutte le altre preparazioni in fascia C;
4. l’istituzione di un tavolo tecnico intersocietario con l’Aifa al fine di affrontare l’attuale emergenza, stimare il fabbisogno nazionale e concordare iniziative volte a garantire il diritto alla salute dei pazienti affetti da ipogonadismo maschile.
Nel documento precisano che: "Da più di cinque anni si sono verificate ripetute carenze delle formulazioni disponibili di testosterone, sia per quelle in classe A che in classe C. Questa carenza ha comportato interruzioni del trattamento, anche prolungate, con implicazioni rilevanti per la qualità di vita e dello stato di salute del paziente.
L’intermittenza nella fornitura ha anche comportato addizionali costi socio-sanitari: gli assistiti, non trovando la formulazione prescritta, sono stati costretti a ricorrere a nuove visite specialistiche per la sostituzione del piano terapeutico, l’aggiustamento del dosaggio, la necessaria informativa per la transizione a diversa via di somministrazione, l’educazione del caregiver (molti pazienti che necessitano di questo trattamento sono affetti da malattie rare o invalidanti).
Le varie formulazioni, infatti, oltre a differire per la modalità di somministrazione, differiscono anche per farmacocinetica e farmacodinamica, rendendo complesso, quando a volte inopportuno, lo scambio tra formulazioni diverse nello stesso paziente. L’educazione alla terapia con una specialità medicinale è un elemento fondamentale dell’alleanza terapeutica, che ne migliora la compliance e ne riduce gli effetti collaterali, favorendo il raggiungimento degli outcomes clinici prestabiliti.
La frequente carenza delle specialità medicinali a base di testosterone, espone il paziente ad una instabilità del compenso farmaco-metabolico determinando, tra l’altro, un aumento di spesa sanitaria secondaria al peggioramento delle comorbilità, un disagio per il cittadino, che deve ricorrere ad ulteriori visite ed accertamenti, e un aggravio sulle esigue risorse del Ssn in termini di disponibilità di visite specialistiche".