"I medici di famiglia nel Lazio ci sono, ma mancano spazi e infrastrutture adeguate per esercitare la professione: vaccini contro Herpes Zoster o Papilloma Virus, esami diagnostici di primo livello per la presa in carico delle cronicità e dei pazienti fragili, percorsi terapeutici per chi ha il diabete o patologie cardiovascolari possono diventare operazioni quasi impossibili da realizzare, con i medici di medicina generale relegati a mansioni burocratiche". Questo è l’allarme lanciato dalla Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg) durante il recente Congresso regionale.
"I recenti bollettini della Regione Lazio  - sottolinea Simg - rilevano che a Roma non vi sono mancanze, ma, anzi, si registra un surplus di medici di famiglia, rispetto a quelle che sono le reali capacità di acquisire assistiti dopo il convenzionamento con il Sistema Sanitario Regionale. Possono emergere delle criticità temporanee, legate alle sostituzioni dei pensionamenti, ma non vi sono criticità legate ai pensionamenti ma eventuali transitorie mancanze di personale in alcuni comuni periferici regionali in via di assegnazione. Al momento, infatti, il rapporto è di un Mmg ogni mille abitanti, mentre dal 2025 entrerà in vigore il rapporto di uno ogni 1.200-1.300, già applicato in altre regioni, come in Lombardia, rendendo quindi ancora inferiore il fabbisogno. Ciò di cui invece c’è elevata necessità sono le infrastrutture a supporto della Medicina Generale: la mancanza di personale amministrativo e infermieristico, di strumenti diagnostici, di presidi di prevenzione primaria rischia di compromettere l’efficienza di un servizio essenziale. Ad oggi il carico di lavoro è in costante aumento, e vediamo dai dati del network di Health Search che i Mmg abbiano mediamente nel Lazio più di 1500 visite/annue con i propri assistiti rispetto a 10 anni fa".
“Nella Regione Lazio non sono stati recepiti gli ultimi accordi nazionali di settore e l’ultimo sostanziale accordo in ambito regionale risale al 2017– spiega Gianmarco Rea, segretario Simg Lazio e Mmg a Latina – Questo implica una necessità di innovazione ed investimento da parte della Regione Lazio per recuperare il gap con altre realtà italiane. Manca poi una visione sulle reali necessità della Medicina Generale: gli obiettivi fissati con la missione 6 del PNRR sono molto importanti per un supporto e per integrare ospedale e territorio, ma la medicina territoriale non si deve limitare alla visione accentratrice delle case ed ospedali di comunità, difficilmente applicabile in realtà rurali e/o decentrate dai centri urbani. Un tassello fondamentale sono proprio i medici di famiglia, al pari delle farmacie territoriali, che però non vengono adeguatamente considerati tanto quanto quest’ultime”.

Le perplessità di Fimmg-Lazio
Per Fimmg Lazio nella Regione non c'è un surplus di medici, anzi: "la realtà - precisa in una nota stampa il sindacato - è che ci sono migliaia di cittadini del Lazio senza medico di medicina generale e che questa situazione si aggraverà nei prossimi tre anni. Le cause sono da ricercare in una mancanza di programmazione del corso di formazione specifica in medicina generale che Fimmg ha sempre denunciato. Ora si è corso ai ripari, ma i risultati si vedranno nei prossimi tre anni. Proprio per questo in alcune zone si è data la possibilità ai medici ultra settantenni di rimanere in attività, ma, in carenza di una programmazione regionale, si assiste ad una condizione di assoluta anarchia, dove ogni distretto di fatto fa come vuole, creando condizioni di disparità inaccettabili. Fimmg ribadisce l'assoluta necessità di un governo del territorio in questo momento completamente assente e invita tutti a una discussione basata solo sull'analisi di dati reali e verificabili.
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