Durante la settantacinquesima Giornata mondiale della Salute, il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, ha proposto di aprire una riflessione sul MES, “per trovare risorse che rendano più attrattivo il Ssn per i professionisti, e che, sul territorio, rafforzino le cure primarie con tutte quelle figure e competenze professionali ora quasi assenti. Questo è un elemento essenziale per assicurare ai cittadini le prestazioni di cui hanno bisogno nel momento e nel luogo in cui ne hanno bisogno, e per garantire un’assistenza di qualità”.“Salute per tutti: questo è stato il tema della settantacinquesima Giornata mondiale della Salute, che si celebra insieme al compleanno dell’OMS . Salute per tutti è anche l’espressione dei principi del nostro Ssn – ha precisato Anelli - nato per garantire a tutti gli individui che si trovano sul nostro territorio il diritto fondamentale alla tutela della salute, in maniera equa, uguale e universalistica”.
“Un grazie, dunque, ai nostri medici – ha tenuto a sottolineare - ai nostri professionisti, che ogni giorno animano il Servizio Sanitario Nazionale, garantendo tale diritto. Un grazie anche al Ministro della Salute Orazio Schillaci che, proprio oggi, ha ricordato che, senza di loro, senza la loro competenza e abnegazione, non può esserci salute”.
“Condividiamo – ha poi aggiunto – il monito dell’Oms a investire sui professionisti e su sistemi sanitari pubblici, di qualità e incentrati sulla persona. Dobbiamo lavorare per conservare e sostenere il nostro Ssn, partendo dal capitale umano, dai professionisti, dalle donne e dagli uomini che ne costituiscono il tessuto connettivo. Oggi il Fondo sanitario nazionale, nonostante gli aumenti voluti anche dal Ministro Schillaci, non riesce ancora a soddisfare pienamente le spese delle Regioni, e non ci sono risorse per i professionisti. Anche il Pnrr riguarda quasi esclusivamente le strutture. Proponiamo di aprire una riflessione sul MES, per trovare risorse che rendano più attrattivo il Servizio sanitario nazionale per i professionisti, e che, sul territorio, rafforzino le cure primarie con tutte quelle figure e competenze professionali ora quasi assenti. Questo è un elemento essenziale per assicurare ai cittadini le prestazioni di cui hanno bisogno nel momento e nel luogo in cui ne hanno bisogno, e per garantire un’assistenza di qualità”.
“Se la salute deve essere per tutti – ha concluso Anelli – dobbiamo appianare le disuguaglianze: non solo quelle che ancora persistono all’interno del nostro Paese, tra Nord e Sud, tra Regione e Regione, tra Asl e Asl, ma anche a livello globale. Occorrono politiche di salute e di prevenzione su scala mondiale, per colmare le differenze e prevenire nuove pandemie. La solidarietà fa bene non solo a chi la riceve ma anche a chi la mette in atto: e questo è tanto più vero in un mondo globalizzato, dove la salute individuale è iscindibilmente legata, in un approccio One-Heath, a quella della collettività, degli ecosistemi, dell’ambiente”.