Evd Raggiunta Intesa Stato-Regioni sul Decreto Tariffe che dà attuazione all’aggiornamento dei Lea del 2017. Un argomento che è stato al centro dell'attualità sanitaria dopo la diffida a Stato e Regioni di Cittadinanzattiva e l'intervento su tale problematica del presidente della Corte Costituzionale Silvana Sciarra durante la relazione sull'attività della Consulta del 2022. "Ma la battaglia - avverte Cittadinanzattiva - per assicurare l’effettiva erogazione dei Lea a tutti i cittadini e per dare nuovo slancio alla sanità pubblica non è finita”.
Cittadinanzattiva - insieme a Famiglie Sma, AISF (Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica), UILDM, L’Altra Cicogna onlus, Hera onlus, associazioni che rappresentano alcune categorie di pazienti maggiormente danneggiate dal mancato aggiornamento dei Lea - avevano inviato una formale diffida rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministeri nonché Presidente della Conferenza permanente Stato-Regioni e a tutti i Presidenti di Regione e delle Province autonome, affinché fosse convocata al massimo entro sette giorni la Conferenza Stato Regioni con all’ordine del giorno la discussione del Decreto Tariffe e sia raggiunta immediatamente l’Intesa.
Dal mancato raggiungimento dell’Intesa dipende infatti la mancata entrata in vigore dei Lea del 2017 e del loro successivo, e già previsto, aggiornamento: si tratta di una situazione “in palese contrasto con la tutela della salute, quale diritto individuale e interesse della collettività (art. 32 Cost.)”, come recita la diffida, “e manifesta il venir meno all’obbligo di tutela della salute da parte dello Stato/Regioni e dunque del servizio sanitario nazionale, nonché finanche il non rispetto della dignità e della qualità della vita delle persone”.
Comincia proprio dai Livelli essenziali di assistenza, con un atto ormai necessario e non più prorogabile dopo tante richieste delle associazioni dei pazienti e dei cittadini rimaste senza risposta, la mobilitazione permanente di Cittadinanzattiva a difesa del Servizio sanitario, della salute dei cittadini e della esigibilità dei diritti in una stagione che, a tutti gli effetti, ha il carattere dello stato di emergenza sanitaria.
Solo con l’approvazione del Decreto Tariffe e l’aggiornamento dei Lea, sottolineano le organizzazioni nell’atto di diffida, si potrà:
- determinare l’esigibilità su tutto il territorio nazionale delle prestazioni di nuova introduzione, tra cui un rilevante numero erogato a livello ambulatoriale, e il superamento delle disomogeneità assistenziali tra i cittadini;
- ridurre la mobilità sanitaria ma anche gli stessi costi sanitari poiché il Decreto trasferisce un alcune prestazioni dal settore ospedaliero a quello di specialistica ambulatoriale;
- procedere all’effettivo monitoraggio delle prestazioni ambulatoriali LEA nonché delle prestazioni ospedaliere, consentendo quindi la verifica della soddisfazione dei bisogni sanitari, di accessibilità dei servizi, di tempi di attesa e di appropriatezza delle prestazioni;
- prevedere l’aggiornamento delle prestazioni incluse anche alla luce delle nuove evidenze scientifiche;
Infine, ma non da ultimo, la mancata approvazione del Decreto tariffe, oltre ad impedire l’entrata in vigore dei Lea del 2017 e di quelli ulteriormente aggiornabili, rischia di pesare nella definizione al ribasso dei Livelli essenziali di prestazione (c.d. Lep) previsti dal nuovo Disegno di Legge sul “regionalismo asimmetrico”. Se i Lep, che rappresentano almeno sulla carta l’unico contrappeso agli ulteriori squilibri regionali cui potrebbe portare l’autonomia differenziata, fossero definiti a partire da Lea vecchi di 20 anni, si determinerebbe la definitiva dissoluzione del Servizio sanitario nazionale e l’impossibilità conclamata di garantire uguali prestazioni sanitarie su tutto il territorio nazionale.

Il richiamo della Corte Costituzionale. "La persona e la sua salute occupano un posto centrale" nelle decisioni della Corte costituzionale e "i principi di finanza pubblica devono essere letti in armonia con la tutela dei diritti e il soddisfacimento dei bisogni delle persone, tutela che non può non coinvolgere, nel rispetto delle specifiche sfere di competenza, sia lo Stato sia le Regioni". Lo ha affermato la presidente della Corte costituzionale, Silvana Sciarra, nella relazione sull'attività della Consulta del 2022, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Gli organi politici - ha precisato Sciarra - sono sollecitati ad aggiornare i Lea, al fine di evitare l'obsolescenza delle cure e garantire l'eguaglianza nell'accesso alle migliori prestazioni sul territorio nazionale. Non si può non sottolineare la centralità di questo adempimento".

Il Ministero della Salute. Dopo pochi giorni dalla richiesta di Cittadinanzattiva il Ministero della Salute ha trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni la nuova versione del provvedimento su cui è stata raggiunta l'intesa in tempi rapidi. Il provvedimento oltre a dare il via all'aggiornamento dei Lea consente di rimettere al passo con i tempi, i vecchi tariffari fermi al 1996 per la specialistica e al 1999 per la protesica. La più grande novità riguarda le tempistiche di entrata in vigore dei nuovi tariffari. “Le disposizioni di cui al presente decreto entrano in vigore dal 1° gennaio 2024 per quanto concerne le tariffe dell’assistenza specialistica ambulatoriale e dal 1° aprile 2024 per quanto concerne le tariffe dell’assistenza protesica”, si legge nel provvedimento.

Ma la battaglia continua. “Siamo contenti dell'intesa raggiunta, ma non ci accontentiamo: la battaglia - avverte Cittadinanzattiva - per assicurare l’effettiva erogazione dei Lea a tutti i cittadini e per dare nuovo slancio alla sanità pubblica non è finita. Appare evidente, anche dal documento sottoscritto dalle Regioni a suggello dell’Intesa, che l’impegno per garantire i Lea in modo uniforme su tutto il territorio nazionale non è certo terminato”.
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