I sindacati medici e 20 associazioni di cittadini e pazienti sono per la prima volta uniti in una mobilitazione lanciata in una conferenza stampa a Roma. Le ragioni di tale iniziativa sono state illustrate in un manifesto per chiedere alla politica un chiaro impegno a difesa del Ssn, perché "è in atto, da tempo, un processo di destrutturazione del Servizio Sanitario Nazionale pubblico che, di fatto, ha minato la sostenibilità, l’equità e l’accesso alle cure, rendendo marginale rispetto alle politiche nazionali un bene inalienabile come la salute degli italiani".Tra i promotori dell'iniziativa e firmatari del Manifesto i maggiori sindacati medici: Anaao Assomed, Cimo Fesmed, Aaroi-Emac, Fassid, Fp Cgil medici, Federazione medici veterinari, Uil Fpl. A fianco a loro Cittadinanzattiva e 19 associazioni di pazienti, da quelli con malattie reumatiche a quelli con diabete o malattie oncologiche. "Oggi il diritto alla salute dei cittadini - si legge nel Manifesto - è strettamente intrecciato al destino professionale di tutti gli operatori sanitari del Ssn. Perciò la battaglia in difesa della sanità pubblica è la battaglia di tutti. Solo se saremo uniti potremo vincerla".
"Per la prima volta siamo tutti dalla stessa parte - ha sottolineato Pierino di Silverio segretario nazionale Anaao Assomed - perché se crolla la sanità pubblica, crolla la salute e il welfare La battaglia in difesa della sanità pubblica è la battaglia di tutti. Solo se saremo uniti potremo vincerla. Abbiamo messo in preventivo anche lo sciopero e ci arriveremo se sarà necessario. Ora ci interessa più coinvolgere il cittadino nella mobilitazione, ma non escludiamo nessun tipo di arma".
La mobilitazione nasce da lontano. A motivarla, spiegano, la crescita delle liste d'attesa, della spesa privata, della rinuncia alle cure, che va di pari passo al calo di investimenti in sanita rispetto al Pil, la fuga dei medici, mancata assistenza sul territorio.
"Il diritto alla salute è a rischio", a causa di "un processo di destrutturazione del Servizio Sanitario nazionale che ne ha minato sostenibilità ed equità", spiegano nel manifesto le Organizzazioni sindacali che rappresentano oltre 120.000 dirigenti medici, veterinari e sanitari e le associazioni di cittadini e pazienti. Per questo, sindacati e associazioni chiedono "a tutte le forze politiche un chiaro impegno in difesa del Servizio Sanitario Nazionale pubblico e universale".
"Il quadro dei dati - ha affermato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva - è drammatico, si rischia la rassegnazione dei cittadini, in questo contesto già difficile, l'autonomia differenziata è un rischio per l'equità di accesso alle cure perché accentuerà le differenze di accesso alle cure".
A preoccupare è anche l'autonomia differenziata, il blocco di risorse per assumere personale e il rinnovo del contratto nazionale.
"Abbiamo un ddl - precisa Guido Quici, segretario del sindacato Cimo-Fesmed - che va verso il regionalismo asimmetrico ovvero verso la distruzione del welfare. Il secondo punto sono le risorse da indirizzare nello specifico sugli operatori sanitari: bisogna eliminare seriamente il tetto di spesa che ancora limita l'assunzione di personale. La carenza di medici è un tassello di un puzzle, e il problema si supera se si ha coraggio di superare i limiti che non permettono di assumere medici in modo strutturato".
Fonte Ansa