In controtendenza invece Lazio e Sardegna che vedono invece addirittura una crescita rispettivamente di circa il 5% e 6% dei volumi di interventi. Per quanto riguarda invece i ricoveri per infarto acuto del miocardio, i dati mostrano un calo del 22,5% a livello nazionale nell'anno dello scoppio della pandemia, con il Molise che vede però un -43,5% seguito dalle Marche (-41%) e dalla Puglia (-35%).
I risultati dell'indagine permettono di comprendere il livello di capacità di resilienza dei vari sistemi sanitari regionali. La ricerca, conclude il presidente Agenas Enrico Coscioni", "spero possa essere un utile spunto per tutti gli Enti impegnati nell'erogazione delle prestazioni sanitarie in attesa dell'analisi completa dei dati 2020 che avremo grazie al lavoro del Programma nazionale esiti".
“Spetta ad Agenas - ha commentato il Presidente Prof. Enrico Coscioni - assicurare la propria collaborazione tecnico-operativa alle Regioni e alle singole aziende sanitarie in tema di efficacia degli interventi sanitari, nonché di qualità, sicurezza e umanizzazione delle cure. La ricerca, che abbiamo presentato oggi spero possa essere un utile spunto per tutti gli Enti del Ssn impegnati nell’erogazione delle prestazioni in attesa dell’analisi completa dei dati 2020, che avremo tra qualche settimana grazie al lavoro del Programma nazionale esiti.”
“L’indagine presentata- ha dichiarato il Direttore Generale di Agenas Dottor Domenico Mantoan - è un importante lavoro di ricerca e di supporto nei confronti del Ministro della Salute, delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano, che permette di comprendere il livello di capacità di resilienza dei vari sistemi sanitari. Siamo ancora in una fase di piena emergenza epidemiologica, ma occorre strutturarsi per programmare e organizzare il sistema verso la completa ripartenza di tutti i servizi per soddisfare i bisogni di salute dei cittadini. Agenas è a disposizione delle Regioni e delle P.A. per approfondire i dati presentati oggi al fine di una migliore programmazione dell’offerta.”
“In ogni situazione di crisi, sono i professionisti e le organizzazioni capaci di rimodellare tempestivamente le proprie routine e i propri processi a fare la differenza.” - precisa la Prof.ssa Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa - “L’espressione ‘resilienza’, per quanto oggi forse abusata, esprime la capacità di quelle istituzioni che, di fronte alla pandemia, hanno saputo rispondere, per garantire la risposta ai bisogni nuovi ed emergenti e a quelli già esistenti. Il lavoro che viene oggi presentato nasce dalla collaborazione tra Agenas e il Laboratorio MeS della Scuola Superiore Sant’Anna e monitora la capacità di tenuta dei sistemi sanitari regionali nei primi mesi del 2020. Davanti a uno ‘tsunami’ imprevedibile quale il Covid-19, i dati del primo semestre dello scorso anno dimostrano che anche realtà duramente colpite dal Covid-19 hanno tendenzialmente garantito ai propri cittadini l’erogazione di servizi essenziali, riducendo drasticamente quelli procrastinabili. Resilienza è anche capacità di riorganizzare le cure per riequilibrare nel tempo l’offerta. Fondamentale sarà il monitoraggio del secondo semestre 2020 e l’azione di potenziamento del Ssn".
I risultati dell'indagine sono messi a disposizione di tutti gli stakeholder sulla sezione “Resilienza” del portale Covid-19 dell’Agenas accessibile al seguente indirizzo:
https://www.agenas.gov.it/covid19/web/index.php
https://www.agenas.gov.it/covid19/web/index.php