I risultati preliminari di uno studio pilota condotto dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, nell’ambito del progetto Pnrr Age-It, evidenziano che l’attività fisica prescritta dal medico di famiglia e monitorata digitalmente può determinare una riduzione della pressione arteriosa comparabile all'effetto di due farmaci antipertensivi combinati. La ricerca ha coinvolto 61 soggetti sedentari con un'età media di 61,6 anni, tutti affetti da ipertensione arteriosa.
L'intervento si è basato sul protocollo di Physical Activity on Prescription (Pap), seguendo le linee guida dell’American College of Sports Medicine. "Non si tratta di un generico invito a fare attività fisica, ma di una vera e propria Prescrizione di Attività Fisica (Pap – Physical Activity on Prescription), secondo le linee guida dell’American College of Sports Medicine", spiega il professor Guido Iaccarino, direttore dell’ambulatorio specializzato. "Il medico prescrive esercizi specifici come se fossero un farmaco, e il paziente viene seguito a casa grazie alle tecnologie digitali".
Il modello clinico integra la valutazione funzionale iniziale con un sistema di monitoraggio remoto avanzato, che include una cartella clinica in cloud, app dedicate, dispositivi indossabili e cyclette connesse. Al termine di un percorso di 3 mesi, i dati hanno mostrato miglioramenti significativi nei parametri emodinamici e funzionali:
• riduzione della pressione diastolica: -5 mmHg (-6%);
• incremento della tolleranza allo sforzo: +1,5 minuti, corrispondente a un aumento del 25% della capacità cardiorespiratoria;
• miglioramento della forza muscolare e calo ponderale: +2,8 ripetizioni al chair test e -2,1 kg di peso corporeo.
Un aspetto di particolare rilievo scientifico riguarda l’aderenza terapeutica, che si è attestata al 55% nonostante il reclutamento si sia concentrato su una popolazione originariamente sedentaria. In merito a questo dato, il professor Iaccarino evidenzia: "È un risultato rilevante perché parliamo di persone reclutate proprio per la loro sedentarietà. Cambiare lo stile di vita in questa fascia di popolazione è una delle sfide più complesse per la sanità pubblica".
Il modello sviluppato rappresenta un'innovazione per il Servizio Sanitario Nazionale, offrendo un percorso strutturato per la gestione di patologie croniche quali obesità, diabete, insufficienza cardiaca e malattie oncologiche, dove la riduzione, anche minima, della pressione arteriosa si traduce in una significativa diminuzione del rischio di ictus e coronaropatie. Il progetto Age-It prosegue la sua attività di ricerca coinvolgendo un consorzio di 27 enti e oltre 800 esperti per affrontare le sfide dell'invecchiamento attraverso soluzioni integrate e multidisciplinari.
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Walter Marrocco
Responsabile Scientifico Fimmg Componente Cse – Aifa