L'efficacia della terapia ipolipemizzante, fondamentale per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari, è spesso compromessa da una persistenza subottimale. Uno studio retrospettivo di coorte ha analizzato le traiettorie di persistenza su un periodo di 5 anni utilizzando dati di medicina generale relativi a 51.504 pazienti adulti. Attraverso la modellazione di traiettorie basate sul gruppo (group-based trajectory analysis, Gbta), sono stati identificati quattro pattern distinti di utilizzo dei farmaci: uso persistente (20%), declino graduale (10%), declino rapido (29%) e interruzione precoce (41%).
L'analisi evidenzia un dato critico: solo un paziente su cinque mantiene l'uso persistente del farmaco nel lungo termine, mentre circa due quinti interrompono la terapia quasi immediatamente dopo l'avvio. I ricercatori hanno riscontrato che l'età avanzata è positivamente associata alla persistenza; gli utilizzatori persistenti erano in media più anziani di 3,71 anni rispetto a chi interrompeva precocemente. Inoltre, i pazienti con fattori di rischio cardiovascolare consolidati, come ipertensione, diabete, ridotta funzione renale (eGfr >45 mL/min/m²) e abitudine al fumo, hanno mostrato una maggiore tendenza a mantenere il trattamento nel tempo. Al contrario, il profilo dei pazienti che hanno abbandonato precocemente la terapia è caratterizzato da età più giovane, residenza in aree metropolitane e, paradossalmente, rapporti di colesterolo totale più elevati (>4) al momento dell'inizio del trattamento.
Il Mmg può fare la differenza nel migliorare l'aderenza nel setting territoriale attraverso interventi mirati
1) Targeting dei pazienti giovani: i pazienti più giovani e con minori comorbilità documentate sono a più alto rischio di abbandono e richiedono un monitoraggio proattivo fin dalla prima prescrizione.
2) Percezione del rischio: il fatto che pazienti con colesterolo elevato ma pochi altri fattori di rischio siano i meno persistenti suggerisce che la percezione soggettiva del rischio sia insufficiente; il Mmg deve quindi rafforzare l'educazione terapeutica in questo sottogruppo.
3) Monitoraggio dinamico: l'utilizzo di una prospettiva basata sulle traiettorie (Gbta) permette di superare la misura della persistenza media, aiutando il clinico a identificare precocemente chi sta scivolando verso un "declino rapido" (29% del campione), intervenendo prima dell'interruzione definitiva.
In conclusione, gi autori sottolineano la necessità di interventi su misura che tengano conto dei profili demografici e clinici, poiché la gestione della prevenzione primaria non può basarsi su un approccio uniforme per tutti i pazienti.
Bibliografia
Orman Z, et al. Medication persistence trajectories among individuals prescribed lipid-lowering therapy in primary care settings: A retrospective cohort study. Br J Clin Pharmacol 2025; 91(11): 3257-3265. doi:10.1002/bcp.70170.
Intervista
Nuova nota 1 sugli inibitori di pompa protonica: importanza del ruolo clinico del medico
Walter Marrocco
Responsabile Scientifico Fimmg Componente Cse – Aifa