Nonostante l'esistenza di forti evidenze scientifiche che supportano la loro somministrazione in pazienti ad alto rischio cardiovascolare, le statine per la prevenzione primaria rimangono frequentemente sotto-prescritte, sia in contesti clinici semplici sia in situazioni complesse caratterizzate da multimorbidità. L'approccio raccomandato dalle linee guida più recenti enfatizza l'importanza della decisione condivisa personalizzata come strategia efficiente per migliorare l'implementazione delle raccomandazioni in prevenzione primaria.
Una revisione narrativa di recente pubblicazione ha analizzato 54 studi (pubblicati tra il 1995 e il 2024) per valutare l'efficacia degli interventi formativi volti a migliorare la diagnosi precoce del melanoma nell'ambito delle cure primarie. I Mmg ricoprono un ruolo cruciale nella prevenzione primaria e secondaria del melanoma cutaneo: sono spesso i primi a valutare le lesioni cutanee sospette.
È ampiamente riconosciuto che l’ipercolesterolemia, in particolare l’elevato livello di C-LDL, sia il fattore causale primario delle malattie cardiovascolari. Il C-LDL non è semplicemente un marcatore di rischio cardiovascolare (CV), ma un fattore eziologico diretto della malattia aterosclerotica cardiovascolare (ASCVD). La sua riduzione è quindi l’obiettivo terapeutico principale nella prevenzione degli eventi CV, inclusi infarto miocardico (IM) e ictus. Evidenze cliniche supportano l’efficacia di questa strategia, dove una riduzione precoce del C-LDL porta a una diminuzione del rischio CV a lungo termine. L’assunto fondamentale della gestione delle dislipidemie è “The lower the better”.
Il tema è stato oggetto di una nuova dichiarazione scientifica dell'American Heart Association che sollecita a comprendere come la tempistica dell'esposizione alla luce, del sonno e della sua durata, dell'assunzione dei pasti e dell'esercizio fisico possano esercitare effetti sostanziali sulla salute cardiometabolica.
La medicina di laboratorio è fondamentale nella prevenzione, offrendo strumenti in grado di identificare le alterazioni patologiche ancor prima della comparsa dei sintomi, consentendo l'attuazione di interventi preventivi mirati che possono bloccare o rallentare la progressione della malattia.
Maria Luisa Brandi, Presidente di Firmo (Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso), ha sottolineato che "La prevenzione è lo strumento più efficace contro queste patologie. Dove corretti stili di vita, apporto di calcio e vitamina D, rinuncia a fumo e alcool e attività fisica regolare non bastano, allora sono i controlli regolari dai giusti specialisti la carta vincente. La diagnosi precoce, infatti, permette di controllare o ridurre le conseguenze a lungo termine di queste patologie. Inoltre, il ritardo diagnostico impedisce l’accesso tempestivo a terapie specifiche e a un supporto adeguato, peggiorando il carico fisico, psicologico e sociale su pazienti e caregiver".
Mettere la prevenzione al cuore della sanità è una responsabilità e un investimento essenziale per un sistema sanitario sostenibile, innovativo e capace di garantire cure di qualità. Questo è il messaggio centrale lanciato nel convegno “Obesità, diabete e lipoproteine. Dieci proposte per fare prevenzione con il cuore”, organizzato da Motore Sanità e promosso di recente a Roma dal Questore del Senato Marco Meloni.