All’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena due pazienti con tumore molto avanzato hanno beneficiato dell’analisi molecolare su organoidi. Sono state ottenute informazioni mai disponibili prima, identificando, tra 20-30 farmaci testati, quelli più efficaci.
Secondo uno studio danese pubblicato sul British Medical Journal, l'esposizione a lungo termine all'inquinamento atmosferico da particolato fine (PM2.5) è collegata a un rischio più elevato di infertilità negli uomini, mentre il rumore del traffico stradale è collegato a un rischio più elevato di infertilità nelle donne sopra i 35 anni.
In Italia il 48% delle donne giudica “faticosa ma soddisfacente” la propria qualità di vita durante e dopo le terapie; il 9% ricorre al “fai da te” per gestire gli effetti collaterali dei trattamenti;. il 63% si rivolge all’oncologo o all’infermiere (19%) o al medico di famiglia (8%). Solo il 26% ha avuto un confronto con lo psiconcologo e di queste pazienti nove su dieci giudicano positivamente il supporto ricevuto.
Secondo un recente studio, le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas), composti chimici dalla “vita eterna” ora sono in grado di attraversare la cute. Norme e certificazioni diventano sempre più cruciali per le persone ma non solo.
Messo a punto da studiosi dell’Università di Bologna e del Dartmouth College, è un innovativo template della superficie corticale, costruito a partire dall’anatomia di 1031 cervelli umani, che permette di realizzare studi di risonanza magnetica funzionale con meno dati ed un maggiore livello di replicabilità e riproducibilità.
L'obesità è nota per predire esiti peggiori e una maggiore mortalità per le persone con Covid e un recente studio, pubblicato su PNAS Nexus, rileva un aumento del rischio di sviluppare un'infezione produttiva da Sars-CoV-2 nelle persone obese. I ricercatori hanno cercato di determinare se l'obesità influenzasse anche la probabilità di ammalarsi.
In poco meno di 30 anni, dal 1990 al 2018, il consumo medio globale di bevande zuccherate è aumentato del 23%, con incrementi che hanno raggiunto e superato il 100% in alcune regioni del pianeta. Sono alcuni dei numeri preoccupanti emersi da uno studio pubblicato recentemente sulla rivista British Medical Journal, nel quale sono stati analizzati i consumi di queste bevande tra bambini e adolescenti di 185 paesi in questo lasso temporale.