La riduzione del flusso coronarico, misurato utilizzando uno strumento di imaging basato sull'Intelligenza artificiale, è risultato predittivo di futuri eventi cardiovascolari nei pazienti con sospetta malattia coronarica stabile. Questi risultati sono stati presentati all'Eacvi 2025, il congresso di punta dell'Associazione europea di imaging cardiovascolare (Eacvi), un ramo della Società europea di cardiologia (Esc).

EvdL'ipertensione arteriosa e il dolore cronico sono condizioni cliniche ad elevata prevalenza, con circa un quinto degli adulti che sperimenta dolore quotidianamente e quasi la metà affetta da ipertensione. Recenti studi indicano una connessione eziologica, suggerendo che il dolore cronico possa emergere come un potenziale fattore di rischio per l'ipertensione. Tale correlazione è stata dimostrata essere indipendente da molteplici variabili confondenti quali età, sesso, fattori legati allo stile di vita (es. fumo e consumo di alcol), marcatori ematici (es. colesterolo e glucosio) e l'uso di farmaci specifici (es. statine o insulina).

EvdLa crescente popolarità degli influencer sui social media come fonte di consulenza medica solleva significative preoccupazioni per la salute pubblica, data la potenziale diffusione di consigli errati o dannosi. Ma c’è anche un positivo rovescio della medaglia: alcuni influencer, inclusi medici o pazienti, possono fornire consulenze utili, smentire idee sbagliate e offrire un supporto prezioso, specialmente per condizioni stigmatizzate.

La demenza di Alzheimer (Ad) è caratterizzata da una marcata disparità epidemiologica in base al sesso. Attualmente, due terzi degli individui affetti da Ad sono donne. Sebbene per anni questa preponderanza fosse stata imputata esclusivamente alla maggiore longevità femminile, l'evidenza clinica e di ricerca suggerisce che le cause sono intrinsecamente più complesse, coinvolgendo un'interazione tra fattori biologici e socioculturali.

La povertà alimentare è un fenomeno multidimensionale. Non riguarda solo la disponibilità e il prezzo del cibo, ma coinvolge anche le relazioni, l'identità, la salute mentale e, soprattutto, la possibilità di scelta. L'attenzione si sposta dal "quanto si mangia" alla reale possibilità di scegliere cosa, come, quando e con chi mangiare. Quando questa possibilità di scelta viene a mancare, il disagio si manifesta come esclusione dalla socialità e perdita di dignità, con forti ricadute sull'autostima e sul benessere psicologico di ragazze e ragazzi. Questa è la fotografia che emerge dal secondo rapporto "Il malessere invisibile di non poter scegliere".