Un peptide sintetico che interrompe la comunicazione tra le molecole nei neuroni responsabili della trasmissione del dolore, potrebbe porre le basi per trattamenti terapeutici efficaci senza gli effetti collaterali degli oppioidi. Le speranze provengono da una ricerca, pubblicata su The Journal of Physiology, che sembra poter offrire una nuova prospettiva nella lotta alle neuropatie.

Alcune condizioni cardiache silenti possono essere alla base di arresti cardiaci inspiegati. A evidenziarlo tre studi internazionali coordinati da ricercatori della Societá Italiana di Cardiologia (Sic), pubblicati su Jama Cardiology, European Heart Journal e Journal of the American College of Cardiology: Heart Failure, che delineano in modo più preciso il profilo di rischio della morte cardiaca improvvisa in questo scenario.

Condizione cronica che colpisce dal 2 al 4% della popolazione nei Paesi occidentali, soprattutto donne, la fibromialgia è in grado di compromettere in maniera importante la qualità della vita.
Oltre ai sintomi fisici – in particolare dolore diffuso, stanchezza persistente e disturbi del sonno- molte persone affrontano anche difficoltà emotive e psicologiche legate a questa condizione.

Le terapie Car-T sono considerate una delle innovazioni più importanti degli ultimi anni nel trattamento di alcuni tumori del sangue. Nonostante i risultati ottenuti rappresentino dei progressi straordinari, la risposta nei pazienti non è sempre ottimale e duratura: le cellule infuse possono infatti non espandersi a sufficienza o non rimanere attive a lungo. Per questo riveste particolare interesse un nuovo studio, pubblicato su Cell, che propone un’evoluzione di questa strategia.

L’Università degli studi di Napoli Federico II, sotto la guida di Vincenzo Moscato, Ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni presso lo stesso ateneo, ha lanciato una sfida ambiziosa al cuore dell’intelligenza artificiale moderna con il progetto di ricerca Parla Chiaro, finanziato con un Grant Microsoft LINGUA e supportato dall’AI for Good Lab di Microsoft. L’ateneo federiciano sta lavorando per colmare un divario tecnologico che mette a rischio la sicurezza sanitaria di milioni di cittadini: l’incapacità dei sistemi di Intelligenza Artificiale (IA) di comprendere correttamente i dialetti italiani.