È stato condotto uno studio per valutare l'impatto degli acidi grassi polinsaturi (Pufa) sulla mortalità per tutte le cause e cardiovascolare nei pazienti con prediabete e diabete e i dati indicano che l'aumento dell'assunzione di Pufa n-3 nella dieta può potenzialmente ridurre il rischio di mortalità correlata al diabete.

EvdUno studio prospettico di coorte che ha coinvolto 5951 donne anziane ha rilevato che livelli più elevati di attività fisica misurata con accelerometro e un tempo sedentario inferiore erano associati a un ridotto rischio di insufficienza cardiaca (HF), in particolare HfpEF. Questi risultati sottolineano l'effetto protettivo dell'attività fisica, così come un aumento del numero di passi giornalieri, nella prevenzione primaria dello scompenso cardiaco, in particolare dell'HfpEF tra le donne anziane.

EvdLa malattia renale diabetica è caratterizzata da una ridotta velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) e da albuminuria, che svolgono un ruolo fondamentale sia nella diagnosi che nella determinazione della progressione della malattia. Uno studio pubblicato su Therapeutic Advances in Endocrinology and Metabolism si è posto l’obiettivo di valutare la traiettoria di questi marcatori relativi all’età negli individui con nefropatia diabetica e identificare i fattori predittivi per il declino dell’eGFR, la variazione dell’albuminuria, la mortalità e la progressione alla terapia sostitutiva renale (RRT).

EvdLa variazione nella composizione del microbiota intestinale sembra aumentare il rischio di obesità, in maniera differente in relazione al sesso di appartenenza. L’argomento sarà oggetto di una presentazione all’European Congress on Obesity in programma a Venezia. "Possiamo ridurre il rischio di malattie metaboliche modulando il microbiota intestinale attraverso fattori nutrizionali e di stile di vita, inclusi modelli dietetici, alimenti, esercizio fisico, probiotici e postbiotici", ha spiegato Paula Aranaz, ricercatrice presso il Centro per la ricerca sulla nutrizione presso l'Università di Navarra in Spagna.

La condizione costituisce un fattore di rischio modificabile per la fibrillazione atriale e pertanto l'esame parodontale è pratica utile per i candidati all'ablazione della fibrillazione atriale. Sottoporsi a a trattamento parodontale riduce significativamente l’insorgenza di recidive. 

"L’abuso di alcol, insieme a diabete e biossido d’azoto (un indice dell’inquinamento atmosferico da traffico), costituisce anche una delle principali cause di aumento del rischio di malattia di Alzheimer e di Parkinson” afferma il Presidente della Società Italiana di Neurologia (Sin) Alessandro Padovani dell’Università di Brescia.