Sta per cambiare il ruolo dei medici di medicina generale in questa fase della campagna vaccinale contro il Coronavirus. Fondamentale sarà il loro contributo soprattutto nella prossima fase che inizierà a fine settembre e comporterà la chiusura degli hub sul territorio. "A questo punto della campagna - ha infatti sottolineato il Commissario Figliuolo durante l'audizione in Commissione Bilancio alla Camera  - serve un graduale ma necessario passaggio da vaccinazioni effettuate in maniera centralizzata presso gli hub ad un sistema di vaccinazioni delocalizzate, molto più capillare e prossimo ai cittadini, con l'obiettivo di completare l'immunizzazione delle categorie più fragili e degli over 80". 
Ma Fimmg-Lazio avvisa che gli hub vaccinali rischiano di restare senza sovvenzioni dalla fine di luglio "quando finirà lo stato di emergenza e sarà difficile con questi numeri che venga prorogato, in quanto già ora sono molte le regioni con dati da zona bianca. Il post emergenza aprirà una nuova stagione decisionale per il nostro paese in quanto decadranno tutte le iniziative prese in regime emergenziale le Regioni saranno chiamate a decidere cosa fare in quanto i sovvenzionamenti  da statali passeranno nei bilanci regionali sia degli eventuali hub vaccinali sia delle iniziative di assistenza Usca,  assistenza domiciliare, tamponi, tutte decisioni sancite dai relativi DPCM che decadranno e avranno la necessità di un rifinanziamento e di una ri deliberazione a livello locale".
“Già in questa fase, molti di noi hanno proprie liste di prenotazione, ma da settembre – ha spiegato Euro Grassi, segretario provinciale Fimmg – saremo noi a proseguire con le vaccinazioni e per questo ci stiamo già organizzando. Non abbiamo più l’esclusiva per la fascia 50-54 – ha aggiunto – perché le persone di quell’età possono prenotarsi anche all’Ausl. I due terzi, comunque, si sono già prenotati ma ugualmente dobbiamo proseguire con le seconde dosi del personale della scuola, le persone fragili e quelle a domicilio, recuperando anche quelle che non si sono vaccinate nelle altre classi d’età”. Per raggiungere chi non si è ancora prenotato, la Regione ha deciso infatti di chiedere aiuto ai medici che meglio conoscono i loro pazienti. “Possiamo vaccinare nei nostri studi, nelle sedi di prossimità, ma anche negli hub. Ci sono medici, come a San Martino in Rio e Cavriago, che si sono organizzati molto bene con loro liste di prenotazioni”, ha concluso Grassi.
Login
    Ricordami     Dimenticato Login?   Registrati