“Nelle guerre muoiono soprattutto soldati in prima linea come è successo per il nostro comparto che ha avuto più caduti sul campo durante la pandemia -aggiunge Domenico Salvago, VicePresidente nazionale Snami-. In Italia abbiamo avuto piu’ di 5 milioni di contagiati per il covid. Circa 200mila hanno avuto bisogno di andare in ospedale. Quattro milioni e 800mila persone sono rimaste a casa e sono state assistite dai medici di medicina generale. All’oggi non possiamo chiedere green pass e tampone, diversamente da presidi sanitari piu blasonati, ciò nonostante, come primi soggetti di prossimità, quotidianamente visitiamo ed assistiamo milioni di persone”.
“Questo trattamento denigratorio nei confronti di un’intera categoria che si danna tutti i giorni - puntualizza Gianfranco Breccia, Segretario Nazionale Snami - nonostante i sondaggi diano indicazione che il gradimento dei medici di famiglia è elevato nel nostro Paese, sta portando all'abbandono della professione e al pensionamento anticipato”.
“Siamo pronti a dirigere il territorio - conclude Angelo Testa - siamo stanchi della burocrazia stupida e vogliamo gestire i percorsi di salute. È chiaro che devono essere impiegati risorse e fondi che vadano ben oltre quelli che verranno erogati con il riparto del Pnrr. Viceversa sarà il fallimento delle aziende sanitarie con i loro padrini politici”.