Dopo FP Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Smi, Simet, Federazione C.I.Pe - S.I.S.Pe - S.I.N.S.Pe. anche Snami proclama lo stato d'agitazione e lo fa attraverso un documento in cui sviscera tutte le motivazioni che hanno portato il sindacato a prendere questa decisione. Nel documento, che è stato inviato anche al Presidente del Consiglio e al Ministero della Salute, Snami tiene a precisare che i Mmg continuano a sopperire alle inefficienze del sistema, in particolare riguardo alle incombenze burocratiche legate al tracciamento dei pazienti Covid, ai tamponi, isolamento-quarantena, alla liberazione dall'isolamento, alle vaccinazioni anti SARS-CoV-2". Tutti i compiti quotidiani legati al Covid", si aggiungono alle visite domiciliari e alla gestione delle difficoltà da parte dell'utenza ad effettuare le visite di controllo per patologie croniche (diabetici, cardiopatici, affetti da broncopneumopatie, oncologici.) che ricadono completamente o quasi sulla Medicina Generale". E tutto questo sta accadendo in un clima politico che fa orecchie da mercante sulle criticità sollevate da tempo dalla categoria visto il "perdurare della scarsa considerazione in cui viene tenuta la categoria dei medici di medicina generale da parte dei decisori politici e dai tecnici della sanità - sottolinea Snami - oltre ai continui attacchi mediatici rivolti alla stessa da parte dei media". Inoltre Snami, dopo aver evidenziato alcune criticità dell’ACN 2016-18, siglato di recente, si dice ulteriormente allarmato “dalla confusione in atto tra Governo, Ministero della Salute e Regioni riguardo alla prossima strutturazione delle cure territoriali" poiché: "Le proposte avanzate appaiono confuse e spesso in contraddizione tra di loro; a ciò si aggiunge che tali misure proposte dovranno innestarsi all’interno della missione 6 del Pnrr che appare come un mero investimento immobiliare sul territorio senza alcuna attenzione al personale medico”.
La posizione della Fimmg Fimmg, pur condividendo la necessità di liberare la Medicina Generale dai lacci e lacciuoli rispetto alle procedure legate al Covid, sottolinea che con l'agitazione sindacale si rischia di fare un danno ai cittadini e non alla politica. Motivo per cui sollecita le istituzioni ad aprire al più presto dei tavoli di confronto per accelerare una soluzione. "Come Fimmg - dichiara Silvestro Scotti segretario generale all'Adnkronos - continuiamo a voler essere a fianco dei cittadini. E, per questo motivo, poniamo alla politica il problema della semplificazione burocratica, ma crediamo che in questo momento le proteste non sarebbero capite dalla popolazione verso la quale noi riteniamo fondamentale il rapporto fiduciario, che è segno imprescindibile della nostra stessa professione e che non possiamo spezzare". Con l'agitazione sindacale "si rischia, infatti, di fare un danno ai cittadini e non alla politica come dovrebbe essere. Pensiamo sia più giusto informare i cittadini sulle reali responsabilità delle procedure farraginose che rischiano di limitare l'assistenza che gli è dovuta". Per Scotti c'è la necessità di aprire al più presto dei tavoli per arrivare a soluzioni organica, con la costituzione di microteam che, grazie alla presenza, per esempio di collaboratori, permetterebbero di distribuire anche il carico burocratico.