“Soprattutto quest’ultimo è un dato molto significativo – ha commentato Anelli -. Si tratta infatti della fascia d’età in cui il rapporto con il medico è meno frequente. Evidentemente i giovani sono comunque rassicurati dal fatto di avere un proprio medico, che li conosce e li segue, pronto a intervenire e sempre disponibile anche solo per dare un consiglio, fugare un dubbio. È positivo che i giovani, che sono cresciuti cercando informazioni in rete, quando si tratta della propria salute cerchino una fonte affidabile e la trovino nel loro medico”.
“È proprio in questo legame di fiducia, di consuetudine e di appartenenza tra il medico di famiglia e il paziente che sta il senso di questa figura fondamentale del Servizio sanitario nazionale – ha concluso Anelli -. Il medico di famiglia è scelto liberamente dal paziente: una scelta che si fonda, appunto, sulla fiducia nella persona e nel professionista, e che si rinnova giorno dopo giorno. Una scelta che è alla base della relazione di cura; di più, ne è parte fondamentale, contribuendo alla riuscita dei programmi di prevenzione e delle terapie”.