“Nel 2027 mancheranno più di 35mila medici di famiglia" questo l'allarme che il segretario generale della Fimmg Silvestro Scotti aveva lanciato nel 2017 al 74esimo Congresso Nazionale del sindacato. Da allora, ogni anno la situazione si è complicata e la carenza di Mmg è divenuta un problema di attualità sanitaria. Ma oggi quelle previsioni del 2017 appaiono ancor più gravi. Due anni di pandemia hanno messo a dura prova la professione al punto che è diventato consistente il numero dei medici di famiglia che fanno richiesta per che anticipare il pensionamento.Secondo quanto dichiarato all'Adnkronos Salute da Scotti tra il 2022 e il 2023 potrebbero essere 9mila i medici di medicina generale a lasciare la convenzione per pensionamento. Un numero che di fatto anticipa il buco generazionale atteso per il 2025. Numeri che tradotti in pratica porterebbero tre milioni di italiani in più l’anno a rischiare di rimanere senza medico di famiglia già dal 2022 e altrettanti nel 2023. A sostituire questi medici al momento ci sarebbero solo 3mila medici in formazione per la Medicina Generale tra il 2022-23. "Anticipando così - spiega Scotti - il 'buco generazionale', prima atteso per il 2025, di 1.500-2000 professionisti in meno ogni anno. E senza molte speranze di turn over, considerando l'inadeguata programmazione e formazione dei nuovi professionisti e una scarsa attrattività della Medicina Generale per i giovani. I conti sono presto fatti: considerato che ogni medico ha una media di 1.500 pazienti, 2.000 professionisti in meno significa 3 milioni di italiani in più ogni anno senza un dottore di riferimento".