EvdL'invecchiamento della popolazione italiana  richiederà in futuro una maggiore spesa sanitaria e assistenziale, in particolare per la non autosufficienza. "Nel 2050 un terzo italiani sarà over 65 - ha dichiarato il Ministro della Salute - c'è la necessità di adeguare il sistema sanitario" servono "misure straordinarie per i nuovi bisogni sanitari e sociali". Partiamo da alcuni dati: nel 2021 la spesa sanitaria è aumentata dai 122,721 miliardi del 2020 a 127,834 miliardi con un aumento di 12 miliardi rispetto al 2019, buona parte dei quali a seguito della pandemia da Covid e a fronte di una riduzione della popolazione residente di 658 mila unità (al netto degli extracomunitari in stato di irregolarità che tuttavia pesano molto sul bilancio sanitario) il che porta la spesa pro capite dai 1.936 euro del 2019 a 2.167. Secondo l’ultimo rapporto di Itinerari Previdenziali, l’invecchiamento della popolazione richiederà in futuro maggiore spesa sanitaria e assistenziale, in particolare per la non autosufficienza (LTC). Tra il 2013 e il 2021 la spesa è aumentata del 16,62 % contro il 6% dell’inflazione anche se spesso si afferma che la sanità pubblica abbia subito dei tagli. A ciò bisogna aggiungere le attuali carenze del servizio sanitario: carenza di medici di medicina generale, specialistici, anestesisti e personale infermieristico, peraltro con una età media elevata e che nei prossimi anni andrà in pensione lasciando scoperti molti posti,  la necessità di aumentare i presidi di “sanità territoriale”, la cui carenza ha creato gravi problemi negli ospedali durante la pandemia. Tutto ciò evidenzia che la spesa per la sanità è destinata ad aumentare ancora nei prossimi anni in particolare per il necessario aumento del personale medico infermieristico e la rimodulazione del numero chiuso delle specialità che non consente di avere un corretto “tasso di rimpiazzo” e costringe molti dei nostri laureati ad andare all’estero per la specializzazione con costi notevoli per la collettività. Diventa inoltre sempre più necessaria la realizzazione di una legge quadro sulla sanità integrativa che sarà indispensabile per fronteggiare le future esigenze di una società che invecchia.
Dal 2014, la voce più consistente di spesa per welfare privato è quella per l’assistenza sanitaria integrativa sostenuta dai singoli cittadini e dalle loro famiglie, la cosiddetta spesa out of pocket (OOP), cioè quella effettuata senza intermediazione di fondi sanitari e assicurazioni. Negli ultimi 8 anni (2014-2021), la spesa è passata dai 30 ai 40,643 miliardi del 2021, con un incremento del 35%, dato ben superiore all’inflazione del periodo preso a riferimento (+4,40%).

Schillaci: "servono misure straordinarie"

"È evidente l'urgenza di misure straordinarie per adeguare il sistema di welfare e di assistenza socio-sanitaria ai nuovi bisogni sanitari e sociali" di un'Italia che invecchia. Lo ha evidenziato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo a Roma al seminario 'La transizione assistenziale tra rete ospedaliera e servizi territoriali', organizzato dalla Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere). "Con i suoi 13,8 milioni di ultra 65enni, l'Italia è tra gli Stati europei con maggiore longevità", ha ricordato. E "se si proietta nel futuro questo trend di crescita - ha aggiunto - si prospetta un ulteriore invecchiamento della popolazione: le stime dicono che nel 2050 una persona su tre avrà più di 65 anni e la quota degli over 75 sulla popolazione totale, attualmente pari al 22,4%, nei prossimi 20 anni arriverà al 29%, mentre gli over 85 saranno il 5%".
"Ma con l'allungamento della vita si registra anche un crescente numero di anziani affetto da patologie croniche o che versa in condizioni invalidanti", ha osservato il ministro. "Se consideriamo che almeno un anziano su due ha almeno una malattia cronica o delle comorbilità, e che la perdita di autonomia colpisce maggiormente gli anziani con reddito più basso - ha rimarcato - è chiaro quanto i bisogni assistenziali legati alla terza età siano destinati a crescere e a diventare un tema ancora più centrale nei prossimi anni".
"La necessità di rispondere a bisogni inevasi attraverso l'implementazione della rete assistenziale - ha proseguito Schillaci - è già pressante in Italia che conta 6,9 milioni di over 75, di cui 2,7 milioni con gravi difficoltà motorie, comorbilità e un'autosufficienza gravemente compromessa. Tra questi, sappiamo che circa 1 milione vive solo o con familiari anch'essi anziani e con un livello di aiuto ritenuto insufficiente. In 100mila, infine, non hanno neanche risorse economiche per accedere a un'assistenza a pagamento".

Fonte: ADNKRONOS
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